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Il centro diurno affidato alla Asp ma fino a dicembre: «Costi insostenibili»

Cristina Orsini
Il centro diurno in via Marconi 4 a Bagnolo (foto Google)
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Il centro diurno in via Marconi 4 a Bagnolo (foto Google)

Bagnolo, il servizio che riprenderà a settembre resterà in via Marconi. Paoli: «Situazione difficile senza i contributi della Regione»

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BAGNOLO. Il centro diurno di via Marconi 4 riaprirà, ma non prima di settembre e con un affidamento provvisorio – fino alla fine dell’ano – all’Azienda pubblica dei servizi alla persona (Asp). «È l’unica soluzione che per il momento abbiamo individuato – spiega il sindaco Gianluca Paoli –per fare ripartire il servizio il prima possibile. Ma ancora ci sono molti aspetti da definire in particolare sul fronte dell’impegno economico». Insomma il del centro diurno, che già prima della chiusura imposta dall’emergenza sanitaria navigava in brutte acque, resta una matassa difficile da sbrogliare.

«Il fatto è – prosegue Paoli – che le giuste misure imposte dalla Regione per prevenire i contagi da Coronavirus, hanno fatto impennare i costi di gestione del doppio per quanto riguarda le soluzioni logistiche e del triplo invece per quanto concerne il personale da impiegare. E senza un aiuto concreto dalla Regione, non riusciremo a garantire i servizio per un tempo indefinito». Complessivamente gli ospiti del centro diurno saranno tra i 7 e i 9 quanti, più o meno, erano in precedenza. Ma è la qualità dell’assistenza che, per garantire misure di sicurezza adeguate, dovrà cambiare. Per ogni gruppo di anziani assistiti nel centro diurno occorreranno due persone specializzate, a loro dedicate e una terza in stand by e pronta a subentrare in caso di assenza di uno dei due operatori. Dal punto di vista logistico, invece, dovrà essere garantito il distanziamento e entrar e uscite dalla struttura differenziate. Oltre, ovviamente, ai dispositivi di protezione personale, l’igienizzazione e la sanificazione degli ambienti frequentati dagli ospiti per 8 ore la giorno.

«Stiamo pensando alle soluzioni possibili – continua Paoli – ma di sicuro, per tenere aperta la struttura, saranno necessari contributi regionali che però, al momento, non sono in vista perché l’impegno è sul fronte della scuole». La soluzione-tampone la garantirà l’Asp «poi vedremo – conclude il sindaco – se riusciremo a fare un bando per la gestione quinquennale come era nelle nostre intenzioni. Ma bisognerà anche vedere con attenzione l’andamento complessivo dei contagi che, purtroppo, al momento, non è rassicurante».

Tormentata la storia del centro diurno di via Marconi, gestito fino al recesso dalla coop Ancòra di Bologna e poi chiuso, a partire da marzo, con tutti gli altri centri per anziani, per il lockdown. È stata l’amministrazione Paoli ad accettare lo stop chiesto dalla cooperativa che per rinnovare il bando chiedeva un contributo annuo di 40.000 euro al Comune a fronte di una forte riduzione del personale.

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