Ragazzo bullizzato: la mamma sporge denuncia ai carabinieri
Sull’episodio avvenuto sabato in centro interviene anche il sindaco Artioli «È un fatto gravissimo, in caso di processo ci costituiremo parte civile»
CAMPEGINE
Lo aveva annunciato e l’ha fatto: la mamma quarantenne del ragazzino aggredito sabato da tre bulli poco più grandi di lui, davanti a una gelateria nel centro di Campegine, ha sporto denuncia ai carabinieri di Castelnovo Sotto. «I ragazzi – ha poi scritto su Facebook – sono già stato segnalati. I carabinieri mi hanno detto di avvertirli. Se qualcuno li vede anche solo girare per Campegine, va avvisata subito la caserma, così una pattuglia sarà inviata immediatamente per un controllo». La donna ha poi ringraziato per i tanti attestati di solidarietà ricevuti in questi giorni.
Sull’episodio di bullismo interviene con durezza anche il sindaco Germano Artioli. «È stata fatta una denuncia di un fatto gravissimo, una estorsione di minori a danno di un minore – afferma il primo cittadino –. Su questo, in primo luogo va ricordato che la punizione di un reato avviene solo da parte dello Stato, e quindi va presentata regolare denuncia alle autorità locali. Attraverso le indagini potrà essere possibile individuare gli autori, e le testimonianze sono fondamentali».
Il ragazzino di 14 anni, spaventatissimo, ha raccontato ciò che gli è accaduto alla mamma solo nella mattina di domenica. «Era turbato – ha raccontato la donna –. Da lì, non ci ho più visto e ho scritto tutto sui social, pensando che poteva essere accaduto anche ad altri ragazzi».
«Mio figlio è stato avvicinato con una scusa banale da tre ragazzi un po’ più grandi di lui – ha spiegato la mamma –. Prima lo hanno spaventato minacciandolo a voce alta, poi sono passati alle mani, colpendolo sul collo e spintonandolo contro il muro. Intanto gli dicevano di consegnare loro tutti i soldi che aveva in tasca». E così il ragazzo ha tirato fuori 5 euro dalla tasca dei pantaloni. Pare inoltre che la scena sia stata vista da alcuni testimoni, che avrebbero accolto l’invito della mamma a farsi avanti. «I comportamenti illeciti non sono patrimonio etnico ma riguardano il singolo individuo – ha proseguito Artioli –. Evidentemente c’è un problema di educazione e controllo familiare, che è drammatico in casi come quello di cui ci stiamo occupando, ma che è più ampio: nei giorni scorsi ho denunciato il caso delle compagnie di ragazzi che si radunano davanti al municipio, ma anche lungo il viale del cimitero o in altri luoghi, lasciandoli in uno stato inaccettabile. Per ciò che ci riguarda, credo potremmo esaminare la possibilità, in caso di procedimento, di costituirci parte civile nei confronti di chi ha commesso atti che possono danneggiare l’immagine del paese». Intanto proseguono le testimonianza di vicinanza e solidarietà alla mamma e a suo figlio da parte dei cittadini di Campegine, che si augurano che le forze dell’ordine identifichino presto i ragazzi che da un mese sono al centro di gravi episodi. —
Daniela Aliu
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