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verso il referendum 

Gigliola Venturini «Vorrei altre riforme ma voterò “sì”»

Roberto Fontanili

Il segretario ad interim del Pd reggiano si schiera con Delrio «Se prevalesse il “no” sarebbe difficile risolvere le criticità»

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA

Il capogruppo Pd alla Camera Graziano Delrio e il presidente della Regione Stefano Bonaccini hanno già rotto gli indugi e dichiarato il loro “sì” al referendum del 20 e 21 settembre. Il Pd deciderà nei prossimi giorni con una direzione nazionale. A Reggio, intanto, la Federazione guidata dal segretario ad interim Gigliola Venturini aspetta lumi da Roma e ha già convocato per i primi di settembre la direzione provinciale per discutere e approvare il bilancio 2020 «che va meglio rispetto all’anno precedente, anche perché abbiamo ridotto all’osso le spese», chiosa il segretario. Ma in quella sede si discuterà anche delle iniziative che il Pd reggiano svilupperà nel corso della breve campagna referendaria e che si aggiungeranno all’invito già rivolto da Venturini ai circoli Pd «a organizzare iniziative pubbliche di approfondimento sul tema referendario».

Non si tratterà di confronti pubblici tra sostenitori del “Sì” e del “No”, né è previsto un grande evento con ospiti nazionali. Sia per il Covid, sia per mancanza di tempo.

«A oggi – chiarisce Gigliola Venturini – non sono a conoscenza di alcuna presa di posizione che collochi il Pd nel campo del “no” alla riforma per il taglio dei parlamentari e per me vale il voto favorevole espresso in Parlamento che per coerenza colloca il Pd nel campo del “sì”».

Il segretario però non nasconde la diversità di posizioni che emergono anche a Reggio nel Pd e aggiunge: «Sono consapevole dei molti pareri discordanti e della richiesta di una direzione nazionale del cui esito saremo rispettosi. Personalmente sono per il “sì”, anche se è un sì un po’ amaro, perché il nostro assenso era condizionato ad altre riforme, la cui assenza determina delle criticità. Avrei preferito che fossimo già più avanti e mi auguro che un segnale arrivi prima del referendum».

Poi Venturini rimarca la sua coerenza rispetto al tema delle riforme istituzionali e dice: «Mi sono già esposta anche nel precedente referendum e ora come allora ritengo che la democrazia si difenda non rendendola inamovibile. Chi è sempre e comunque contro il cambiamento non tiene conto delle criticità del sistema. Se prevalesse il “no” sarebbe ancora più difficile cambiare le cose. Non mi sottrarrò ad una dichiarazione di voto per il “sì”, che discende anche dal mio essere stata favorevole al referendum precedente, ma sono d’accordo con Gianni Cuperlo quando spiega che il tema del costo è mal posto perché la democrazia è più importante».

Tornando alla federazione reggiana, Venturini anticipa la sua idea che è quella «di promuovere e favorire momenti pubblici di approfondimento rispetto alla nostra posizione. Non credo ci sarà il tempo di fare grandi cose. Stiamo per organizzare la ripresa dell’attività e ai primi di settembre sarà convocata la direzione provinciale sul bilancio 2020 e sulla campagna referendaria e preciseremo con chiarezza le nostre iniziative».

E conclude: «Non sfuggono a nessuno le difficoltà che ci sono, e sono consapevole che il nostro voto fosse condizionato da precise richieste di riforme, a cominciare dalla legge elettorale, e mi auguro che dal M5s arrivi un concreto segnale prima del voto». —

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