Maltrattamenti e stalking: 41enne nei guai
Un operaio non può avvicinare l’ex compagna che nell’ottobre 2018 l’ha lasciato e ora si sente perseguitata per gelosia
Tiziano Soresina
VEZZANO
Prima la convivenza che va letteralmente in frantumi nell’ottobre di due anni fa perché lui è incolpato dalla compagna di maltrattamenti, poi una nuova denuncia perché lei si sente messa sotto pressione dall’ex convivente 41enne che non accetta la fine del rapporto ed è roso dalla gelosia a tal punto che sarebbe arrivato a minacciarla di morte.
Per gli inquirenti – che ritengono la donna credibile – è un crescendo talmente pericoloso che viene chiesta una misura restrittiva per l’ex compagno: scatta così – su decisione del gip Andrea Rat – il divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla donna, con divieto di comunicazione.
Un clima familiare che viene descritto – finché ha retto – come molto conflittuale, anche davanti alle figlie della coppia (essendo minorenni non forniremo dettagli e non renderle così riconoscibili, tutelandone la privacy).
La Procura (le indagini dei carabinieri sono coordinate dal pm Maria Rita Pantani) accusa l’operaio di “aver maltrattato la convivente con continue vessazioni – si legge nel capo d’imputazione – fisiche e psichiche, in particolare apostrofandola abitualmente, spintonandola ed aggredendola e scagliandosi contro le figlie che tentavano di difenderla, dicendole che se lo avesse lasciato avrebbe ucciso tutti i suoi familiari”.
Per la compagna è una situazione insostenibile e rompe la convivenza nell’ottobre 2018, ma questa mossa – come ricostruito dai carabinieri – non avrebbe alleggerito le giornate della donna, anzi in lei sarebbe aumentate ansia e paura.
Arriverà a temere non solo per l’incolumità propria, ma anche per le figlie e i propri parenti.
E a rendere incandescente le giornate di quel nucleo familiare sarebbe la gelosia dell’ormai ex compagno che cerca in tutti i modi di riallacciare i rapporti, andando molto spesso sopra le righe.
L’operaio arriverà a dire apertamente all’ex convivente che se ha un amante, questa scoperta l’avrebbe pagata a caro prezzo.
Una vera e propria minaccia di morte: «Non chiamare i carabinieri, chiama Dio».
Una persecuzione che si materializza con raid dell’uomo sotto l’abitazione dell’ex compagna, cercando ogni tipo di pretesto per entrare in contatto con lei.
Per arginarlo, la donna blocca i contatti via telefonino su WattsApp, ma solo una successiva denuncia farà emergere la vicenda, ritenuta grave dagli investigatori e viene in fretta richiesta una misura cautelare per contenere le tensioni.
Ieri mattina – difeso dall’avvocatessa Elisabetta Strumia – il 41enne ha affrontato l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Rat.
Un passaggio giudiziario in tribunale a Reggio Emilia che si rivela veloce, in quanto l’operaio (incensurato) decide di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Stessa linea da parte del difensore che non rilascia dichiarazioni al termine dell’udienza. —
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