Toghe senza corrente «Palamara ammise la loro penalizzazione»
Il pg Giovannini (Aemilia) attacca l’ex consigliere del Csm «Ci fu l’esclusione dalle nomine di vertice o anche altro?»
REGGIO EMILIA
Nel giorno della richiesta di rinvio a giudizio per Luca Palamara – da parte della Procura di Perugia, che accusa di corruzione l’ex membro del Csm – non si placano, in seno alla magistratura, le connesse prese di posizione sullo scandalo -nomine giudiziarie e la lottizzazione legata alle correnti delle toghe. Un tema delicatissimo che il sostituto pg Valter Giovannini (con tre altri colleghi rappresentante dell’accusa all’appello di Aemilia, tuttora in corso) affronta di petto: «È un momento difficilissimo per tutta la magistratura e doloroso per non pochi colleghi. Il mio pensiero ricorrente va però ad una affermazione di Palamara che tempo fa ammise pubblicamente che i magistrati non iscritti a correnti effettivamente erano stati penalizzati, a prescindere dalle capacità. A fronte di tale constatazione purtroppo non ho percepito una reazione adeguata».
Parole che arrivano dopo la presa di posizione del giudice Andrea Reale, – uno dei creatori di un blog dei magistrati che non si ritengono appartenenti alle correnti – che in una recente intervista ha fatto riferimento alle chat con messaggi, insistenti, da parte di colleghi della corrente Unicost, all’ex consigliere Csm, sul tema delle nomine degli uffici giudiziari.
Comportamenti che, per Reale, integrerebbero illeciti deontologici. Fra le tante, nel cellulare di Palamara è stata trovata anche la lunga corrispondenza – del 2018 – con Marco Mescolini con un unico argomento: la nomina a procuratore di Reggio Emilia. Se questa chat abbia infranto o meno il codice deontologico lo dirà sul piano disciplinare la task force della Procura generale della Cassazione. «C'è poi da chiedersi – prosegue Giovannini, anche lui non iscritto a correnti – se per penalizzazione si intendesse solo l’emarginazione dalle nomine di vertice, oppure anche altro. Solo il dottor Palamara, se lo riterrà, potrà dissipare il dubbio».
Giovannini chiede alla Procura di Perugia di visionare eventuali conversazioni che lo riguardano agli atti dell'inchiesta su Palamara, alla luce del fatto che l’ex consigliere Csm scrisse la motivazione della sentenza disciplinare che ha inflitto al magistrato bolognese la sanzione della censura. —
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