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Ancora nessuno si è fatto vivo per riprendere le bici sequestrate dal contadino ai baby vandali e ladri di mele

Mauro Pinotti
Ancora nessuno si è fatto vivo per riprendere le bici sequestrate dal contadino ai baby vandali e ladri di mele

Ancora legate all’albero del proprietario le bici dei ragazzi che hanno rubato e poi lanciato i frutti su case e auto a San Martino.

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SAN MARTINO IN RIO. Le biciclette abbandonate da alcuni componenti della baby-gang che ha rubato le mele in un frutteto di via San Rocco a Trignano, frazione di San Martino in Rio, non per mangiarle ma per usarle come “proiettili” contro le abitazioni e le auto parcheggiate in via Trignano e in via Carpi, sono ancora lì, legate all'albero con catena e lucchetto. Sono, infatti, state “requisite” dal proprietario del frutteto, infuriato dopo l’incursione dei ragazzi.

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Gli autori della bravata non si sono ancora presentati per riprendersele, un po' per la vergogna, evidentemente, e un po’ perché hanno paura di prendersi qualche ramanzina. Per la verità, vista la bravata, la ramanzina dovrebbero farla i genitori ai propri figli, educandoli ad un maggior rispetto della proprietà altrui, del lavoro dei coltivatori e a non sprecare il cibo, dato che c'è ancora gente in stato di miseria e che nel mondo si muore ancora di fame.

«Basterebbero delle scuse – commenta un residente del posto, amico della famiglia Covezzi, proprietaria del frutteto –. Le biciclette sono ancora legate alla pianta, non si è ancora visto nessuno. Come punizione esemplare, se i genitori ammettessero le responsabilità dei propri figli, vedrei bene quella di far loro raccogliere le mele per far capire la fatica del lavoro. Chiedere scusa, comunque, è il minimo».

«Se poi i vari ragazzini che hanno preso parte all’incursione facessero una colletta per risarcire il proprietario delle mele rubate, sarebbe il massimo. Tutti siamo stati giovani – prosegue – e abbiamo fatto le nostre stupidaggini, ma questi ragazzi devono capire che certe cose non si fanno. Andare a rubare mele per tirarle sulle case e sulle macchine? C’è qualcosa che non va. E poi per cosa? Per noia? Perché non sapevano cosa fare? I loro genitori sanno dove vanno di notte i loro figli? Forse un po’ più di controllo non sarebbe male». Nell’attesa che qualcuno si faccia vivo, le bici restano legate con catena e lucchetto all’albero del contadino.

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