«Punti nascita, Covid e nuovi medici assunti» L’assessore fa il punto
Raffaele Donini parla degli scenari della sanità e della riapertura dei reparti «Concorsi e scorrimento delle graduatorie per ginecologi, pediatri e anestesisti»
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA
«Siamo lontani dalla situazione dello scorso inverno ma non dobbiamo abbassare la guardia, anzi, è necessario continuare a gestire nella maniera più efficace la curva epidemica per evitare che possa rialzarsi». Con l’assessore alla Sanità della Regione Emilia-Romagna Raffaele Donini abbiamo fatto il punto sull’andamento dell’epidemia di Coronavirus, sui possibili scenari dell’autunno e le azioni di contrasto messe in campo.
Si assiste un lento ma costante aumento dei casi. Preoccupato?
«I numeri di questi giorni parlano da soli, è evidente che siamo in una fase in cui il contagio, in particolare a causa del rientro dall’estero e dalle località vacanziere, sta riprendendo forza e va a colpire in particolare giovani sotto i 30 anni. È una situazione che stiamo gestendo con la massima determinazione. Oltre alla normale attività di esecuzione di tamponi, campagne di screening sierologici per categorie a rischio e contact tracing, abbiamo indicato il tampone sia per chi rientra dall’estero - in particolare per Grecia, Croazia, Malta e Spagna - sia per chi rientra dalla Sardegna, che in questi giorni ha fatto registrare circa il 20% dei nuovi contagi tra i nostri cittadini. E lo abbiamo eseguito e raccomandato anche per chi torna dalla Sardegna».
Come giudica il comportamento dei cittadini in questa estate?
«Nel complesso i cittadini emiliano-romagnoli hanno dimostrato senso di responsabilità. Adesso rivolgiamo un appello soprattutto ai ragazzi, che sicuramente non hanno le complicanze cliniche che abbiamo visto sulla popolazione più anziana, ma non avere paura del virus non vuol dire che non si debbano avere comportamenti responsabili».
A proposito del rischio di una seconda ondata. Come procedono i piani per l’assunzione a Reggio degli anestesisti di cui c’è bisogno?
«I termini di presentazione delle domande per il concorso bandito dall’Ausl di Reggio per l’assunzione a tempo indeterminato di anestesisti sono scaduti il 10 agosto. Sono arrivate 41 candidature. Tra queste, sono sei quelle provenienti da specializzati nella disciplina e 35 da specializzandi. La selezione sarà svolta entro la fine dell’anno».
A marzo l’Ausl ha riorganizzato la rete ospedaliera. I punti nascita di Guastalla, Montecchio e Scandiano devono ancora essere riaperti per problemi di organici. Quando riapriranno e quali sono le figure professionali di cui, in generale, c’è carenza?
«L’Ausl sta lavorando alla riapertura dei punti nascita che, superate le attuali difficoltà, dovrebbe avvenire entro l’autunno. Auspichiamo che a breve diventi operativa l’intesa con le università per assumere specializzandi che, in diversi casi, sono già presenti nelle graduatorie, avendo così a disposizione un ulteriore strumento per affrontare il tema della carenza di professionisti che possano completare le equipe mediche. Parliamo principalmente di anestesisti, neonatologi, pediatri e ginecologi, tutte categorie su cui l’Ausl di Reggio ha messo in campo azioni per cercare soluzioni. In particolare, per gli anestesisti a breve ci sarà un concorso per assunzioni a tempo indeterminato. Il 17 agosto, inoltre, è stato completato il concorso per la direzione della struttura complessa di Anestesia a e Rianimazione dell’Arcispedale Santa Maria, e il candidato selezionato prenderà servizio nelle prossime settimane. Per la neonatologia è in corso una procedura concorsuale per la copertura di posti vacanti in tutte le équipe operanti presso i punti nascita provinciali, mentre per i pediatri è attiva una graduatoria da cui stiamo attingendo per l’ospedale di Guastalla. Per i ginecologi, infine, dopo avere scorso tutte le graduatorie attive, è stato bandito un nuovo concorso per assunzione a tempo indeterminato su posti vacanti presso gli ospedali provinciali, tra i quali risulta carente in particolare quello di Guastalla».
Il punto nascite di Castelnovo Monti verrà riaperto?
«È un obiettivo di mandato della giunta Bonaccini».
La riapertura delle scuole è un passaggio atteso e critico. La procedura di attivazione dei servizi sanitari ai primi sintomi degli studenti sarà sostenibile per il sistema sanitario ?
«La riapertura delle scuole sarà un banco di prova importante e ci stiamo attrezzando per affrontarlo nella maniera più adeguata in raccordo con l’Ufficio scolastico regionale. L’individuazione precoce di eventuali nuove positività e il successivo avvio del contact tracing è parte integrante della strategia con cui affrontiamo la pandemia e sarà il nostro approccio anche in questo caso».
Durante l’emergenza, l’Ausl era presente nelle strutture per anziani con proprio personale. Sono esperienze che possono diventare in qualche modo stabili?
«Le Cra sono state purtroppo un fronte che ha pagato a caro prezzo la pandemia in termini di vite umane, a causa delle situazioni patologiche preesistenti in gran parte degli ospiti, tutti molto anziani. Lì abbiamo perso i nostri nonni, ed è un pensiero doloroso che non mi abbandona. La Regione, tramite le Ausl sin dall’inizio ha garantito la collaborazione con le Cra nel periodo di massima emergenza, per dare supporto con proprio personale. Quest’azione di supporto è ancora in corso nelle Cra in cui ve ne sia la necessità e continuerà ad essere garantita. Questa collaborazione diventa ora preziosa per guardare avanti e valutare la possibilità di rendere organica la collaborazione attraverso una riforma della rete di queste strutture. Il nostro impegno è progettare, insieme ai rappresentati istituzionali, ai gestori delle Cra, alle rappresentanze sindacali, ai comitati dei familiari delle vittime delle Cra, il futuro di queste realtà».
Quali novità ci sono sulle cureà?
«Mentre i nostri professionisti fronteggiavano la pandemia nelle corsie degli ospedali e sul territorio, i ricercatori hanno lavorato senza sosta su progetti di ricerca. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha dato parere positivo a ben cinque protocolli di ricerca coordinati da ricercatori dell’Emilia-Romagna in cui sono coinvolte le Aziende Ospedaliero-Universitarie di Bologna, Modena e Parma, l’Ausl-Irccs di Reggio-Emilia e l’Irst di Meldola. Sono studi divisi per verificare efficacia e sicurezza di farmaci mirati a modulare la risposta immunitaria, per prevenire fenomeni trombotici, farmaci che agiscono sulla risposta infiammatoria e farmaci antimalarici con effetto antivirale. Oltre a questi, segnalo anche il protocollo di studio per la produzione di plasma da pazienti Covid-19. Se i pazienti oggi rischiano in numero molto più ridotto di essere ricoverati all’ospedale, è anche grazie a questi studi che, permettono di aggredire la malattia all’inizio, permettendo nella maggior parte dei casi un decorso a domicilio». —
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