Gazzetta di Reggio

Reggio

Il trasporto locale brancola nel buio in attesa di avere soldi e linee guida

Luciano Salsi
Il trasporto locale brancola nel buio in attesa di avere soldi e linee guida

Sia l’Agenzia per la mobilità che Seta navigano a vista «Ogni giorno ci viene detto tutto e il contrario di tutto»

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REGGIO EMILIA

Il problema non si porrà per chi si fa accompagnare in auto da un genitore e per chi si sposta in autonomia o si può aggregare alle carovane del bicibus e del pedibus. Per gli altri alunni e studenti che usano i mezzi pubblici non sarà facile raggiungere la propria scuola dal prossimo 14 settembre, ammesso che nel frattempo siano state trovate, allestite e arredate con i banchi monoposto le aule aggiuntive necessarie per assicurare il distanziamento.

La coperta è stretta, non essendo stati finora stanziati i fondi occorrenti per aumentare le corse e gli autisti. Il governo e le regioni si accapigliano per cercare soluzioni compatibili con la finalità di prevenire il contagio da coronavirus e anche a Reggio il caos di ordini e contrordini, proposte e controproposte impedisce agli enti locali e alle aziende del trasporto pubblico di prendere le decisioni operative che a loro competono.

Non sono di grande aiuto le ultime dichiarazioni della ministra dei trasporti Paola De Micheli, che prospetta la possibilità di equiparare i compagni di classe ai congiunti autorizzati a rimanere in stretto contatto reciproco.

Qualche spiraglio lo apre Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, proponendo di aumentare dal 60 all'80 per cento la capienza di autobus e treni.

La programmazione generale del trasporto pubblico spetta all'Agenzia per la mobilità, che da qualche mese partecipa agli incontri con i comuni, la provincia e i dirigenti scolastici per predisporre l'avvio del nuovo anno scolastico. Cecilia Rossi, subentrata all'amministratore delegato Michele Vernaci nella direzione dell'Agenzia, riferisce: «Abbiamo concordato che nella nostra provincia, escluso il distretto di Correggio, non vi saranno ingressi e uscite scaglionati, che comporterebbero un notevole incremento dei mezzi pubblici. Ciononostante la riduzione della loro capienza al 60% comporta l'aumento delle corse e degli autisti. Si cerca di capire se ci si può appoggiare ad aziende di trasporto private, ma occorrono nuovi stanziamenti. Si potrà alleggerire il servizio al termine della mattinata grazie all'impegno degli istituti professionali a collocare nel pomeriggio le attività di laboratorio. Tuttavia in certi orari si rischia di dovere raddoppiare le corse».

La ripresa dell'attività didattica è sempre irta di ostacoli, dal momento che l'orario provvisorio delle lezioni non coincide con quello del trasporto pubblico. Quest'anno le difficoltà si moltiplicheranno.

«L'assestamento – prevede Cecilia Rossi – sarà più lungo e problematico. Dovremo programmare il servizio in maniera flessibile, come un work in progress, pronti a rimodularlo secondo le necessità».

Intanto l'azienda interprovinciale Seta naviga a vista: «Ogni giorno – riferisce Roberto Pivetti, responsabile dell'ufficio stampa – ci viene comunicato tutto e il contrario di tutto. Per ora abbiamo gli stessi mezzi e lo stesso personale dell'anno scorso. La Regione ha garantito risorse aggiuntive, ma ora ci limitiamo a fare delle simulazioni sulla base dei flussi previsti. Non abbiamo certezze. Chi deve decidere conosce bene la nostra situazione e ci rapportiamo in una interlocuzione continua anche con le altre aziende che operano nel territorio regionale. L’azienda dei trasporti di Milano, che aveva un consistente attivo, prevede cento milioni di deficit. Si può immaginare la sorte delle altre meno efficienti».

Seta avanza delle proposte, sulle quali mantiene il riserbo. Sicuramente il potenziamento del servizio non potrà avvenire senza il concorso dei privati: «Non si può escludere – spiega Pivetti – qualche mezzo e qualche autista in più, ma con una capienza degli autobus ridotta al 60 o, secondo Bonaccini, all'80 per cento dovremo ricorrere a risorse esterne. Il problema si porrà non tanto per le linee urbane, che hanno più corse ravvicinate, quanto per le extraurbane. Dovremo conoscere con precisione i flussi e gli orari scolastici, ma per ora siamo immersi in una nebulosa».

In quanto agli alunni-congiunti in viaggio ravvicinato, Pivetti è drastico: «Nessun autista – dice – potrà controllare se quelli che si siedono vicini sono della stessa classe». «Alcuni compagni di classe – osserva Cecilia Rossi – fanno la stessa strada, ma altri seguono percorsi diversi». —





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