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Settanta volontari del Cai al lavoro sui sentieri montani

Adr.Ar.

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VENTASSO

Continuano anche nei giorni della massima affluenza le attività di manutenzione sui sentieri della montagna reggiana.

I volontari delle varie sezioni del Cai hanno sistemato diversi percorsi, intervenendo sulla segnaletica come sui punti invasi dalle piante o con cedimenti.

Un lavoro complesso, dopo i mesi della clausura in cui non è stato possibile operare, reso ancora più impegnativo dalla notevole presenza di camminatori in collina e nel Crinale.

Le attività sono state portate avanti da settante donne e uomini del Cai, iscritte al comitato reggiano così come alle sottosezioni di Scandiano, Novellara, Val d'Enza Geb e “Cani Sciolti” di Cavriago.

In particolare, si sono mossi sul sentiero Spallanzani, sul sentiero dei Ducati, sui sentieri di Civago, sul Sentiero 672 “della Libertà” e sulle colline scandianesi.

Inoltre è stata rinnovata molta segnaletica verticale nell’enorme territorio del Comune di Ventasso. Da segnalare la tracciatura del nuovo sentiero Nismozza-Busana-Cervarezza, il 661, il posizionamento di segnali nella zona del Passone e del rifugio Battisti a ridosso del Cusna e al lago di Monte Acuto nell’alto ramisetano, al confine con Massa Carrara.

Non sono mancati i disagi, sia dovuti a mano umana sia a dissesti: «L'impegno del Cai deve far fronte a problemi come quello degli atti vandalici sulla segnaletica: frecce spaccate o asportate, se non addirittura girate per modificare la direzione».

Ma, oltre all’azione devastante dei soliti vandali, da verificare anche la percorribilità di alcuni sentieri. «Altro problema riscontrato in diverse zone – dicono dal Cai – è quello degli alberi tagliati e caduti sui sentieri, che in diversi casi impediscono il passaggio», fanno presenti i volontari Cai.

In queste settimane di grande affluenza, l’appello è poi alla prudenza: «Il Cai invita tutti gli escursionisti, mai così numerosi sull'Appennino reggiano, a partire con la adeguata attrezzatura, a scegliere itinerari idonei alla propria esperienza e allenamento, a controllare i dislivelli e i tempi di percorrenza utilizzando le carte escursionistiche e le apposite applicazioni». —

Adr.Ar.

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