Marmirolo, l’assessore Curioni «Abbiamo salvato il plesso»
REGGIO EMILIA
I provvedimenti contro la pandemia moltiplicheranno probabilmente i disagi e le proteste che sempre accompagnano la riapertura delle aule scolastiche.
A Marmirolo la contestazione è già scoppiata e riguarda la vecchia sede della scuola dell’infanzia chiusa da quattro anni, la cui ristrutturazione è stata ulteriormente ritardata dal Coronavirus. Fra gli abitanti della frazione circola una lettera che denuncia il grave degrado in cui versa l’immobile e la mancata apertura del cantiere, benché siano trascorsi quasi tre mesi dalla fine del confinamento.
Raffaella Curioni, assessore comunale all’Istruzione, risponde ribadendo ciò che aveva promesso in giugno in un incontro con la comunità di Marmirolo: «I lavori saranno compiuti e termineranno entro la prossima primavera, probabilmente anche prima».
Il fabbricato, situato nei pressi della chiesa, appartiene alla Diocesi, che nel 2017 ne ha ceduto gratuitamente l’usufrutto al Comune per dodici anni. Vi era ubicata la scuola statale dell’infanzia facente parte dell’istituto comprensivo Einstein. La sua unica sezione, alla quale sono iscritti attualmente 25 bambini, è trasferita da quattro anni al primo piano della scuola primaria che si trova nell’attigua via Le Corbusier. Gli spazi non difettano e basteranno anche nei prossimi mesi ad accogliere entrambe le scuole nelle condizioni del distanziamento cautelare.
Tuttavia gli abitanti si aspettavano che la ristrutturazione procedesse più rapidamente. Infatti la maggiore libertà concessa ai più piccoli alimenta il timore del contagio e preoccupa i genitori della primaria, alcuni dei quali pensano di dirottare i figli in altri plessi, con il rischio che la scuola elementare, ora priva della classe terza, si contragga ulteriormente. «Il Comune – ribatte Raffaella Curioni – ha salvato la sede scolastica della frazione concentrando impegno operativo e risorse su una realtà destinata probabilmente a scomparire. L’amministrazione non ha perso tempo né ha privilegiato alcuno a scapito di questo plesso e di coloro che lo frequentano».
A cosa è dovuto, allora, il ritardo di quattro anni? «Il percorso per ottenere dalla Diocesi l’usufrutto – spiega l’assessore – è stato particolarmente lungo e complesso. Giunti al termine, abbiamo stanziato a bilancio 220mila euro destinati a lavori di riqualificazione della sede scolastica. Nel novembre del 2019 ho incontrato la comunità di Marmirolo per comunicare queste novità. È del 30 dicembre scorso la delibera di Giunta per l’incarico di progettazione dei lavori. A febbraio 2020 disponevamo del progetto definitivo/esecutivo. Quindi erano stati espletati tutti i passaggi per bandire la gara e affidare i lavori. Di lì a poco, purtroppo, abbiamo subìto, come tutti e per tutto, la drammatica battuta di arresto imposta dalla pandemia». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google