È ritornato a casa uno dei ragazzi in fuga dalla comunità
Nessuna traccia degli altri tre. Carabinieri e prefettura continuano a cercare i minorenni scappati dall’Ippocampo
canossa
Il più giovane, un ragazzo di 15 anni, che vive nella Bassa reggiana, è tornato a casa, da sua mamma. Gli altri tre adolescenti che giovedì notte si sono allontanati dalla comunità Ippocampo di Roncaglio, invece, non hanno fatto ritorno, né a casa dai parenti né, tantomeno, nel centro per ragazzi “difficili” che li ha accolti. E i carabinieri di Castelnovo Monti e di San Polo, con il supporto della prefettura, continuano le indagini per capire dove siano le due ragazzine straniere e l’altro adolescente – tutti tra i 16 e i 17 anni – sfuggiti al controllo degli operatori.
I militari e i responsabili della comunità sono convinti che ben presto, finito il weekend, i ragazzi si faranno sentire. Poi inizieranno i colloqui nel tentativo di ricostruire, nei minimi dettagli, dove siano andati in questi giorni, chi abbiano incontrato e i motivi della fuga.
Fuga che nella notte di giovedì è avvenuta in gruppo. Dalla comunità gestita dalla cooperativa sociale Laboratorio Lesignola si sono allontanati in cinque.
Verso la mezzanotte del 27 agosto sono usciti dalla casa isolata e sono entrati nei boschi, sicuri che sarebbe stato molto difficili poterli ritrovare. E così è stato.
Nonostante l’allarme sia partito poco dopo la fuga e la prefettura abbia immediatamente organizzato le ricerche, le squadre dei vigili del fuoco e del Soccorso alpino, arrivate sul posto, hanno setacciato boschi e colli per tutta la notte e fino al mattino successivo, trovando solo uno dei cinque ragazzi in fuga, che è stato riportato in comunità.
Gli altri sono scomparsi. Tra i ragazzi che si sono allontanati dal centro, anche le due minorenni straniere che lo scorso giugno avevano tenuto col fiato sospeso per due giorni i parenti e chi le stava cercando dopo essersi allontanate in pieno giorno dalla stessa comunità Ippocampo, senza un euro e senza i cellulari. Questa volta almeno due dei ragazzi in fuga hanno il cellulare. E venerdì lo hanno anche usato per chiedere di essere lasciati in pace. —
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