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Statale 63: tanti incidenti in quel punto, monta la rabbia dei residenti

Adriano Arati
Statale 63: tanti incidenti in quel punto, monta la rabbia dei residenti

Due schianti in tre giorni all’uscita dalla galleria del Seminario a Ca’ del Merlo. «Auto veloci, niente marciapiedi o pensiline per i bus. Cos’altro deve accadere?»

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CARPINETI. Due incidenti in tre giorni nel giro di cento metri. Un memorandum delle difficoltà e dei rischi presenti in uno dei tratti più delicati della statale 63 in montagna, la zona che dall’uscita della galleria del Seminario a Ca’ del Merlo di Marola porta verso Felina passando per i piccoli abitati di Campestrino, Cantigalli e Ardaceda.

Venerdì e domenica due automobili sono finite fuori strada in questo punto, negli ultimi anni gli incidenti sono stati parecchi, conteggiati a decine e seguiti spesso anche da forti disagi al traffico: quando la statale 63 viene chiusa per gli interventi di soccorso, non è raro vedere code di parecchie centinaia di metri.

Nelle ultime due occasioni non ci sono stati feriti gravi, al contrario di precedenti occasioni. Il rapido accavallarsi degli incidenti porta di nuovo sotto le luci il tema della sicurezza di questa porzione di statale 63, una delle poche in cui ancora non sono stati effettuati interventi.

I residenti, come già fatto diverse volte in passato, tornano ora a chiedere interventi alla strada e l’installazione di sistemi in grado di rallentare i mezzi. Le auto arrivano nel tratto o dalla galleria del Seminario o dal nuovo viadotto che porta verso Felina, procedendo spesso a velocità discretamente sostenute.

Da Ca’ del Merlo all’Ardaceda, poi, la carreggiata si restringe parecchio, le curve aumentano, in alcuni punti vi sono anche smottamenti e non esistono camminamenti per chi procede a piedi, né piazzole apposite o pensiline protette per le fermate delle corriere che transitano regolarmente lungo la statale.

La questione è complessa anche da un punto di vista delle competenze, la statale 63 è sotto la gestione dell’Anas, negli anni la Provincia e il Comune hanno provveduto ad alcune sistemazioni ma per una revisione più massiccia del percorso occorrerebbero risorse e decisioni prese assieme ad Anas.

«Sono anni che si parla di rivedere il tracciato ma per ora nulla – dicono diversi abitanti –. La situazione per noi è sempre più difficile: il traffico è costante, le auto vanno sempre forte e gli incidenti sono tanti. Un bimbo da solo non potrebbero camminare lungo la via, nemmeno per prendere la corriera, senza rischiare. Cosa dobbiamo aspettare ancora?» —

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