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lo scontro politico 

Destra alla carica: «Su Mescolini intervenga Bonafede»

Destra alla carica: «Su Mescolini intervenga Bonafede»

Due nuove interrogazioni di Gasparri e Morrone «Il ministro valuti azioni disciplinari nei confronti del procuratore»

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REGGIO EMILIA

Dopo la conferenza stampa in piazza con Giovanni Paolo Bernini (prosciolto ad Aemilia per prescrizione) e dopo una prima interrogazione parlamentare, Forza Italia torna all’attacco. E lo fa attraverso una nuova interrogazione parlamentare del senatore Maurizio Gasparri. Ma contro il procuratore di Reggio, Marco Mescolini ora scende in campo anche la Lega, che presenta a sua volta un’interrogazione del deputato Jacopo Morrone e parla di “misteri di Reggio”.

Gasparri e Morrone prendono spunto da un articolo del quotidiano Il Riformista nel quale si tira in ballo Franco Roberti, ex procurazione nazionale antimafia, ora europarlamentare Pd.

«Con un’ulteriore interrogazione a Bonafede chiedo al titolare pro tempore dell’azione disciplinare se intende intervenire nei confronti del Procuratore della Repubblica di Reggio Emilia, Marco Mescolini – scrive Gasparri – Questo magistrato ha chiesto e ottenuto il sostegno di Palamara nel Csm per la sua nomina, con il metodo rivelato dalle chat e oggetto di richiesta di processo. Ma il ministro deve valutare anche vicende riproposte in questi giorni da organi di stampa. Nel 2013 l’Arma dei Carabinieri, aggiungendo ai propri atti di indagine anche rapporti dell’Aisi, chiese alla magistratura varie misure nei confronti di esponenti della sinistra emiliana, in relazione a rapporti con ambienti criminali della ‘ndrangheta. La procura di Reggio si rivolse alla Dda di Bologna che affidò i rapporti all’allora sostituto Mescolini insieme al suo collega Pennisi. Poi Pennisi fu rimosso dall’allora Procuratore nazionale antimafia Roberti, ora parlamentare europeo Pd. Stesso partito dei sindaci Delrio e Vecchi». Per Gasparri, «Bonafede vuole attivare una iniziativa disciplinare? Mescolini vuole rispondere in pubblico? Abbia un po’ di coraggio. Anche perché non molleremo la presa, visto che abbiamo il sospetto di un giro di favori a sinistra e di autentiche persecuzioni verso innocenti non di sinistra». Stesso tenore per il leghista Morrone: «Li potremmo chiamare i “misteri” di Reggio», afferma. Poi aggiunge: «Crediamo sia indispensabile chiarire una volta per tutte se ci siano stati effettivi coinvolgimenti politici con i clan oppure si tratti di indizi senza fondamento». Sulla nota dell’Aisi, Mescolini in realtà parlò nella requisitoria di Aemilia, quando definì le «informazioni francamente non devastanti» e «non richieste», fornite al pm stesso dagli investigatori. —

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