Ferrarini deposita la nuova proposta di concordato: famiglia pronta a cedere tutte le quote
Pini e Amco deterranno l'intero capitale di Ferrarini Spa. Promessa di mantenere l'occupazione e di creare un nuovo stabilimento. Ecco tutti i dettagli
REGGIO EMILIA. Ferrarini spa., dopo aver depositato il 2 maggio il ricorso di pre-concordato, ha depositato alle 21.30 del 31 agosto al tribunale di Reggio Emilia la nuova proposta di concordato. Il piano, si legge nelle note della società, "assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, salvaguarda i livelli occupazionali, evita ricadute negative sull’indotto e soddisfa i creditori privilegiati ed in prededuzione integralmente e i creditori chirografari al 33% - differenziati attraverso la formazione di classi - percentuale che, attestata, rende inammissibile la proposizione di concordati concorrenti".
La Ferrarini spa lascerà il posto a Rilancio Industrie Agroalimentari srl, società "neocostituita e partecipata da Pini Italia srl, il maggiore operatore in Italia e uno dei principali a livello europeo nel settore della trasformazione di suini, insieme ad Amco, quale partner finanziario". La Ria deterrà così "con l’omologazione l’intero capitale di Ferrarini spa"..
Rilancio Industrie Agroalimentari, secondo quanto scritto nella nuova proposta di concordato, si occuperà della gestione "in continuità con il passato, potendo disporre del know-how di produzione e delle consolidate relazioni sia con la Gdo, sia con la rete distributiva rivolta alle vendite al dettaglio. Sarebbe inutilmente rischioso introdurre fattori aleatori ed intervenire sull’attuale struttura aziendale, già risanata da tempo grazie al tempestivo supporto indiretto del Gruppo Pini, come dimostrano i risultati ottenuti nel recente passato ed in linea con le migliori performance dei concorrenti".
Il Gruppo Pini metterà poi a disposizione "la propria rete commerciale nel mondo (la medesima che consentirà presto al Gruppo di superare i due miliardi di euro di fatturato), consentendo a Ferrarini di aumentare in modo esponenziale il raggio di azione all'estero e di promuovere il Made in Italy”.
Nel futuro quindi, rassicura l'azienda, "non mancheranno i presupposti per mantenere e, anzi, incrementare i livelli occupazionali, come è sempre avvenuto nelle importanti iniziative in Italia del Gruppo Pini, che da anni investe sul territorio nazionale rilanciando, con successo, imprese in difficoltà, senza aver mai delocalizzato all’estero le attività".
Verrà così realizzato un nuovo "moderno ed efficiente cottificio che sostituirà quello di Rivaltella, ma che sarà certamente ubicato nel territorio reggiano, possibilmente in prossimità di quello attuale. Il gruppo di società partecipate da Pini Holding - operando nel settore a monte della filiera non ha propri impianti - creerà pertanto una nuova realtà produttiva con la forza lavoro esistente, già specializzata; il piano prevede che lo stabilimento in Polonia di Ferrarini sarà venduto dagli Organi della Procedura ed ogni produzione verrà trasferita in Italia".
La" bontà della proposta è confermata dall’intervento di un importante operatore finanziario italiano, Amco, che, in linea con la sua mission aziendale, supporterà un progetto industriale meritevole di tutela". Amco metterà a disposizione nuova finanza ed entrerà nel capitale del veicolo di investimento (Rilancio Industrie Agroalimentari S.r.l.) con una quota del 20% sostituendo con azioni i crediti vantati da Amco verso le società lussemburghesi azioniste di Ferrarini S.p.A. rispetto ai quali il gruppo Pini si è reso coobbligato. Amco potrà designare componenti degli organi societari e responsabili di funzioni di controllo, agendo come partner strategico nel turnaround.
La struttura aziendale "ne uscirà molto rafforzata: alle competenze ed esperienze di oggi, mantenute grazie alla collaborazione garantita dalla Famiglia Ferrarini, si sommeranno quelle industriali del Gruppo Pini e la solidità finanziaria di Amco".
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