«L’annullamento del Festival? Non è l’unica causa del mio forfait»
L’assessore dimissionario Sgaravatti spiega la sua scelta «Ci sono anche altri motivi: dinamiche interne complesse»
Adriano Arati
CASALGRANDE
«L’annullamento del festival sull’ambiente non è l’unica causa delle mie dimissioni, lo ribadisco». Giovedì scorso Vanni Sgaravatti ha lasciato l’incarico di assessore ad Ambiente, Cultura e Personale del Comune di Casalgrande, terzo componente della giunta originaria ad abbandonare. Da allora la sua scelta sta facendo discutere l’intero comprensorio ceramico.
Il nodo del contendere poteva apparire l’annullamento del festival dell’ambiente a cui Sgaravatti lavorava da mesi, un evento con ospiti di rilievo – fra cui l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi – che si sarebbe dovuto svolgere ad inizio settembre. La maggioranza civica “Noi per Casalgrande” che appoggia il sindaco Giuseppe Daviddi ha deciso di cancellare la rassegna, in parte per le questioni logistiche legate all’emergenza sanitaria. Ma non solo: si è parlato anche di irregolarità amministrative emerse lungo il percorso oltre a un calcolo costi-benefici in un periodo in cui gli accessi sarebbero stati contingentati. Sgaravatti ora tiene a sottolineare come il suo addio non sia collegato solamente a questo aspetto.
«Nel commento sui social pubblicato dalla maggioranza, c’era un punto in cui sembrava evidente che si riferissero a me, sembrava che io avessi dato le dimissioni perché non si è fatto il festival», ricorda. E precisa: «Il messaggio che sembrava passare era: con tutto quello che c’è da fare l’assessore si è incapricciato sul festival. Ecco, questo non lo accetto». Per Sgaravatti, «l’annullamento del festival e le mie dimissioni sono un prima o dopo solo cronologico, non causale. Prima c’è stata la cancellazione dell’evento e poi la mia decisione, ma confermo che la questione del festival non è l’unica causa». Senza contare che non si parlava di un’iniziativa come le altre. «Ribadendo che i motivi non sono legati solo all’annullamento del festival, tengo a sottolineare che il festival sull’ambiente non era un semplice evento culturale, ma faceva parte degli obiettivi strategici di mandato», spiega.
«Era un punto di partenza da cui sviluppare una riflessione per l’intera comunità su quali orientamenti prendere per lo sviluppo sostenibile, temi a cui credo molto. Non si può far passare il festival come un’attività culturali come le altre, era qualcosa di più vasto e di più strategico».
Parole che raccontano di visioni diverse fra Sgaravatti e il resto della maggioranza.
«Nel testo di “Noi per Casalgrande” si spiega con eleganza che le complesse dinamiche relazioni interne non rendevano facile il raggiungimento del mio mandato. Ecco: questo lo riconosco. Senza far nomi e aggiungere altro, sottoscrivo che ci sono dinamiche complesse interne», conclude l’ex assessore. —
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