L’opposizione sui gessi «Il Comune si costituisca parte civile al processo»
FABBRICO
I capannoni di via Righetta dove da quasi tre anni sono stipate 15mila tonnellate di gessi di defecazione contaminati e al centro di un’indagine che tra pochi mesi sfocerà anche in un processo continuano a tenere banco. Mentre la bonifica ancora non c’è stata – dopo svariati ricorsi al Tar e controricorsi al Consiglio di Stato da parte della Valli Spa ditta bresciana produttrice dei fertilizzanti che ha affittato a suo tempo quei capannoni e che ora è stata denunciata dai carabinieri forestali anche per la mancata bonifica – a livello politico a Fabbrico ci si interroga su come il Comune deve muoversi in vista del processo.
Il gruppo di opposizione “Uniti per Fabbrico” ha presentato, nei giorni scorsi, un’interrogazione con risposta scritta per sapere «se è stata eseguita una ricerca economica relativa all’affidamento di incarico legale per la costituzione di parte civile del Comune di Fabbrico nei procedimenti penali nei confronti della ditta Valli Spa per la richiesta di risarcimento di danni ambientali e d’immagine conseguenti allo stoccaggio di 15.000 tonnellate di rifiuti altamente tossici nei noti capannoni situati nel capoluogo in via Righetta, nonchè per la mancata bonifica nei tempi di legge come da ordinanza Arpae».
Insomma, il gruppo guidato da Gianni Pedrazzini chiede alla giunta guidata dal sindaco, Roberto Ferrari, che non ci siano esitazioni circa la costituzione di parte civile per una situazione che venne alla luce anche grazie alle molteplici segnalazioni dei cittadini, dopo i cattivi odori che lo spandimento dei gessi provocava nell’estate di tre anni fa.
Gli accertamenti dei carabinieri forestali e le analisi di Arpae confermarono che qualcosa non andava in quei materiali utilizzati come fertilizzanti. Venne fuori infatti che contenevano sostanze potenzialmente pericolose, in quantitativi superiori rispetto ai limiti consentiti dalla legge, tanto da farli ritenere essi stessi rifiuto.
Il caso divenne un’indagine coordinata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani e che nei mesi scorsi è stata chiusa, con la fissazione dell’udienza. Alla sbarra, il legale rappresentate della società bresciana.
Analoga situazione si è creata a Rio Saliceto con lo stesso tipo di spandimenti. Anche lì il processo è pronto a partire. —
M.P.
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