Gazzetta di Reggio

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«La politica deve dare alle imprese i giusti strumenti»

*Capogruppo Lega

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Sull’appello del presidente Storchi vorrei rispondere con un forte e chiaro, la Lega c’è. Quello che stiamo attraversando è un periodo senza precedenti di crisi, che non ha modelli di paragone, pertanto occorre agire in maniera determinata e compatta per dare un futuro di lavoro ai nostri giovani e certezze per chi ha dato tanto al mondo del lavoro. La risposta compatta può avvenire solo se vi è ascolto, dialogo e condivisione degli obiettivi a prescindere dal colore politico. Ma soprattutto serve volontà di agire. La politica che amministra ha il dovere di ascoltare tutti gli interlocutori che ogni giorno sono in trincea e combattono con competitor mondiali molte volte privi di tutele sindacali e discipline di mercato.

Il mondo del lavoro è cambiato dopo la pandemia che ha colpito soprattutto i Paesi più industrializzati, sono cambiati approcci aziendali, modelli organizzativi e produttivi. È ora di adattare questi principi all’ordinario prendendo quello che vi è stato di buono per coniugare crescita, salvaguardia della salute e sicurezza delle persone. È un passo fondamentale che deve essere intrapreso sia dal mondo imprenditoriale che dai lavoratori, un’evoluzione dei diritti e dei doveri.

Lo smartworking sarà un fattore fondamentale come lo sviluppo tecnologico nelle imprese; è dovere della politica dotare gli imprenditori di strumenti idonei per stare al passo con i competitor. La pandemia ha obbligato le aziende, ma anche il processo decisionale politico, ad accelerare su questi aspetti, e non si può viaggiare a due velocità. La politica ha il dovere di correre con la stessa rapidità di imprese e lavoratori. Una politica più efficiente è fondamentale per lo sviluppo economico.

Taglio di processi burocratici incrostati da anni, semplificazione, taglio delle tasse e porre le basi di una visione industriale che coniughi sviluppo, benessere delle persone e tutela ambientale sono le basi. Una visione fatta solo di bonus non può essere la base per una ripresa solida. Bonus che poi si incagliano in mille rivoli all'italiana. Questo non è ciò che serve, serve una nuova politica industriale.

È necessario ripartire con gli investimenti pubblici. Durante il lockdown abbiamo visto quanto siamo dipendenti dall'estero ma ingegno e duttilità delle persone nelle nostre imprese hanno permesso di rispondere alle esigenze dell'emergenza. L'ingegno italiano e reggiano hanno permesso di ricostruire un ponte in pochissimo tempo. Lo sviluppo delle competenze o la riconversione attraverso la formazione, sono fattori indispensabili.

È necessario rivedere provvedimenti assistenziali che non hanno visto, come da legge, lo sviluppo di politiche attive ma che si sono arenate in un mero sussidio privo di opportunità. In questo “Piano strategico per l'Italia” occorre mantenere un valore etico alto.

Lo sviluppo dei nostri territori e delle persone passa anche dal rispetto di valori e di una lotta senza precedenti alle infiltrazioni mafiose che strozzano le nostre radici sociali e produttive. —

*Capogruppo Lega

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