Multe non riscosse dall’Unione Palù: «Accade in tutto il Paese»
Il presidente conferma: «A molti manca il rispetto per la “res publica”» Attacca duro il consigliere della Lega: «Incapacità politica e amministrativa»
VAL D’ENZA
«Il tema posto dal consigliere Alberto Iotti è assolutamente condivisibile, soprattutto per quel che concerne il rapporto coi nostri cittadini onesti. Purtroppo, devo rimarcare che quanto accade in Val d’Enza è la fotografia della realtà del resto del Paese».
la replica
Franco Palù, sindaco di San Polo e presidente dell’Unione Val d’Enza commenta così quanto emerso durante il consiglio d’approvazione del bilancio e denunciata dal consigliere d’opposizione Alberto Iotti: solo nel 2019, sono state accertate contravvenzioni al Codice della Strada da parte della polizia locale dell’Unione per 709.429 euro, ma ne sono state riscosse solo per 322.785 euro. Situazione che ha portato l’organo di revisione del bilancio a raccomandare un costante monitoraggio delle riscossioni.
«Secondo l’elaborazione della Cgia del 2019, la percentuale di riscossione delle contravvenzioni inflitte dalla polizia locale nei Comuni del Sud si è attestata al 32%, al Centro al 33%, nel Nord-Ovest al 45,9% e nel Nord-Est ha raggiunto il 58,9% – va avanti Palù – La percentuale del 2019 dei Comuni della Val d’Enza è il 45,5% quindi perfettamente allineata con la percentuale d’area». «Questi numeri – continua – non sono una giustificazione numerica per adagiarsi sugli allori della statistica, ma soltanto l’amara presa d’atto che il paese ha un livello di senso civico piuttosto basso e la Val d’Enza non fa eccezione. A molti manca il rispetto per la “res publica” che si rileva non solo nel mancato pagamento delle contravvenzioni, ma allargando l’orizzonte, anche nella non consapevolezza del fatto che la panchina dove si siede, la pensilina dell’autobus, ogni bagno ad uso pubblico, i monumenti, le strade, sono pubblici, di tutti e devono essere rispettati». Per il sindaco di San Polo, «questa è la vera sfida che un amministratore deve affrontare, una sfida a lungo termine, che prevede la crescita delle responsabilità per la cosa pubblica, che deve partire già dai bambini, dalle scuole, dalle famiglie».
«Il punto non è l’aumento nella riscossione delle contravvenzioni, quello a cui dobbiamo tendere è la diminuzione delle violazioni al Codice della strada o alle norme. Credo fermamente che questa diminuzione vada di pari passo con la consapevolezza di far parte di una società giusta e civica – e conclude il presidente dell’Unione Val d’Enza sulla questione finita al centro del dibattito politico – In un paese dove i “furbi” evasori sono definiti vincenti e i programmi televisivi fanno a gara per averli ospiti a pontificare sulla qualunque, è una società che contrariamente al Pip di Dickens, non ha grandi speranze”.
L’Attacco della lega
Sul tema interviene invece duramente Gabriele Delmonte, consigliere d’opposizione a Montecchio e consigliere regionale per la Lega: «Ne vale la credibilità dell’Unione dei Comuni della Val d’Enza ed è una beffa sia nei confronti degli agenti della polizia locale che dei cittadini onesti che le multe le pagano».
«La faccenda dimostra l’incapacità gestionale del presidente dell’Unione dei Comuni, fra l’altro con delega alla Polizia Locale, Franco Palù, sindaco di San Polo – rincara – Le contravvenzioni non riscosse accumulate negli anni scorsi ammontano a circa tre milioni di euro. Il caso, sollevato dal consigliere Alberto Iotti è stato sanzionato anche dai revisori dei conti dell’Unione. Soldi questi che mancano nel capitolo dei servizi e degli investimenti a favore della comunità e che mettono in forte dubbio le capacità gestionali e amministrative del presidente dell’Unione Franco Palù». «È evidente la sua incapacità di amministratore – conclude – Con questa sconcertante gestione, oltre al danno economico per il bilancio dell’Unione per queste mancate entrate, c’è anche il tema del rapporto con i cittadini che le multe le pagano e con gli operatori della polizia locale che vedono vanificato il proprio operato per un’incapacità politico-amministrativa della quale non possono avere alcuna responsabilità, visto che è l’Unione a non essere capace di farsi rispettare dai furbi». —
Daniela Aliu
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