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Villa minozzo, il futuro di febbio 

«Superiamo le incomprensione. L’orizzonte è fatto di forti potenzialità»

Miriam Figliuolo
«Superiamo le incomprensione. L’orizzonte è fatto di forti potenzialità»

Dopo il colloquio con La Contessa l’esortazione del sindaco. Oggi riceve gli Usi Civici: «Spero in una ricomposizione»

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VILLA MINOZZO. «Un confronto interlocutorio, ma costruttivo». Così il sindaco Elio Ivo Sassi ha definito l’incontro avuto con la società La Contessa, nella persona del responsabile Lorenzo Santi. A tre giorni dall’annuncio, tramite un post sulla pagina Facebook InfoFebbio, di volere lasciare la gestione degli impianti di risalita e dei rifugi, siamo ancora a bocce ferme. O quasi.

Ciò che non si è fatto, per lo meno, qualcosa dice su ciò che si vorrebbe fare. Nessuna comunicazione ufficiale – la famosa raccomandata di disdetta –, infatti, è ancora giunta per conto della Contessa che quindi continua a gestire le strutture secondo un contratto che scade nel 2026 – e che può essere sciolto, è bene precisarlo, senza alcuna penale. Che questo voglia dire che esiste un margine alle trattative, lo sperano in molti.

L’atmosfera dunque è quella dell’attesa, che sottende, però, un paziente lavoro di ricucitura. «Non guardiamo il dito nell’occhio quando all’orizzonte, forti di una gestione che ha fatto passi da gigante ed è un successo tutto reggiano, ci sono i migliori presupposti per ottenere risultati ancora più brillanti», è l’esortazione del mediatore, il primo cittadino Elio Ivo Sassi.

Confermati, durante l’incontro di ieri con il sindaco, al quale sono stati lasciati documenti e carte – persino un recente epistolario –, tutti i motivi che hanno indotto allo sfogo, chiamiamolo così, l’attuale soggetto gestore: quelli per altro elencati dallo stesso Rino Marchiò, presidente del comitato Usi Civici che sarà ricevuto da Sassi questa mattina. Il comitato locale è la controparte di questo “matrimonio in crisi”, che «per il bene della comunità di Febbio e di tutto il comprensorio montano da qua al Modenese auspico sia ricomposto», commenta Sassi.

«Guardiamo ora se ci sono gli spazi per un ripensamento – spiega Sassi – Se i “no” che hanno causato la rottura sono superabili. Se c’è un margine... Questo lo capiremo già domani (oggi, ndr)».

Di certo il confronto è tra personalità forti, come lo è l’indole dei nostri montanari, e questo non rende certo facile la ricomposizione.

L’impressione è che alla base, dicono gli osservatori locali, ci sia una serie di incomprensioni maturate nell’ambito di un connubio professionale i cui risultati positivi (solo guardando le migliaia di visitatori per weekend registrate in questo periodo) sono sotto gli occhi di tutti e che anno una potenzialità indiscutibile. «Abbiamo ottenuto la proroga di ulteriori 4 anni, portiamo a casa investimenti enormi, migliaia di persone arrivano per godere dei nostri luoghi meravigliosi – afferma Sassi –. Perché sciupare tutto questo? Non se ne vede davvero motivo». —

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