È morto Bertini mitico terzino della Reggiana anni Sessanta
Difensore roccioso aveva disputato 244 gare in maglia granata negli anni che vanno dal 1962 al 1970 sfiorando la massima serie
REGGIO EMILIA. Un terzino roccioso, di quelli duri da superare per gli attaccanti. E soprattutto una bandiera della Reggiana negli anni Sessanta.
Stiamo parlando di Orlando Bertini,, 83 anni, deceduto ieri all’alba in un letto dell’ospedale Santa Maria Nuova. Preda da diversi anni di una malattia senile, per l’ex calciatore granata è stata fatale l’ultima crisi. Inutile nella notte la corsa in ambulanza al pronto soccorso, intorno alle 6 la morte. I tifosi della Reggiana di sessant’anni fa non hanno certo dimenticato Bertini, pedina importante di quella difesa granata arcigna. Un terzino con numeri importanti: capace dal 1962 al 1970 di disputare ben 244 partite – fra serie B e C – e con all’attivo una rete.
Fra l’altro il difensore d’origine romana, dal 1962 al 1968, condivise lo spogliatoio con una persona che conosceva molto bene, cioè suo fratello Giancarlo, portiere di tre anni più giovane con 171 presenze in granata.
Una formazione che cominciava così: Bertini II, Villa, Bertini I... Un periodo d'oro quello degli anni Sessanta, contrassegnato dal boom economico in una provincia che si riconosceva nella maglia della Reggiana. E ritrovarsi al Mirabello non era solo passione per il calcio, ma un modo di socializzare e vivere un'identità.
E i fratelli Bertini furono al centro di stagioni esaltanti, come quella 1966-67, quando i granata arrivarono terzi in serie B e sfiorarono la massima categoria (solo due le promozioni previste in quell’anno). Orlando è stato figlio di un calcio dai guadagni decisamente meno stellari rispetto all’oggi, infatti nei primi anni Settanta, una volta chiusa la carriera nel Baracca Lugo, lavorò come camionista in una ditta. «Tifoso della Roma ma con la Reggiana nel cuore – spiega il genero Carlo Bigi – ha continuato a seguire in tv il calcio. Una persona semplice, molto legata alla famiglia, che ha dovuto lottare a lungo con la malattia».
Lascia la moglie Luisa, i figli Roberta ed Alessandro, le nipoti Beatrice ed Ilaria.
Non ancora fissato il funerale, comunque è possibile un’ultima visita nella camera ardente del Santa Maria Nuova. Prevista la cremazione, nel rispetto della volontà del defunto. Per la Reggiana sono ore di tristezza.—
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
