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Ferrarini deposita il nuovo concordato e si prepara a cedere tutte le azioni

Leonardo Grilli
Ferrarini deposita il nuovo concordato e si prepara a cedere tutte le azioni

Pini Italia e Amco acquisirebbero l’intero capitale creando una nuova società. «La famiglia ci sarà, ma più come socia»

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reggio emilia

La controffensiva della famiglia Ferrarini è arrivata alle 21.30 dell’ultimo giorno di agosto. È a quest’ora che la società, dopo aver depositato il 2 maggio il ricorso di pre-concordato, ha depositato al tribunale di Reggio Emilia la tanto attesa nuova proposta di concordato. Un progetto pensato per resistere all’assalto della cordata concorrente, quella capitanata da Bonterre-Grandi Salumifici Italiani insieme a Opas, la più grande organizzazione italiana di allevatori di suini, ad Hp srl, società partecipata da consorzi agrari e bonifiche ferraresi, e alle banche Intesa Sanpaolo e Unicredit, istituti che sono esposti per 50 milioni sulla sola Ferrarini spa.



L’azienda reggiana si affida quindi al gruppo della bresaola valtellinese Pini, che avrebbe confermato i suoi impegni sia in termini di forniture sia per quanto riguarda il proprio ingresso nella compagine sociale (facendosi carico dei debiti e con un investimento di 100 milioni). Uno scenario in cui la famiglia Ferrarini dovrebbe conservare un peso rilevante nella gestione del gruppo risanato, ma non più in qualità di soci.

Altra leva per convincere i creditori poi è l’accordo con Amco, società del ministero dell’Economia che, per recuperare i crediti vantati verso Ferrarini, entrerà nella compagine sociale trasformandoli in azioni e immetterà nuova liquidità.



Il piano, si legge nelle note della società, «soddisfa i creditori privilegiati e in prededuzione integralmente, e i creditori chirografari al 33% – differenziati attraverso la formazione di classi – percentuale che, attestata, rende inammissibile la proposizione di concordati concorrenti».

La Ferrarini spa lascerà il posto a Ria, ovvero “Rilancio industrie agroalimentari srl”, società «neocostituita e partecipata da Pini Italia srl insieme ad Amco quale partner finanziario». La Ria deterrà così «con l’omologazione l’intero capitale di Ferrarini spa». Rilancio Industrie Agroalimentari, secondo quanto scritto nella nuova proposta di concordato, si occuperà della gestione «in continuità con il passato, potendo disporre del know-how di produzione e delle consolidate relazioni sia con la Gdo, sia con la rete distributiva rivolta alle vendite al dettaglio».



Pini metterà poi a disposizione «la propria rete commerciale nel mondo consentendo a Ferrarini di aumentare in modo esponenziale il raggio di azione all’estero e di promuovere il Made in Italy». Nel futuro quindi, rassicura l’azienda, «non mancheranno i presupposti per mantenere e incrementare i livelli occupazionali, come è sempre avvenuto nelle importanti iniziative in Italia del Gruppo Pini, che da anni investe sul territorio nazionale rilanciando, con successo, imprese in difficoltà, senza aver mai delocalizzato all’estero le attività».

Verrà così realizzato un nuovo «moderno ed efficiente cottificio che sostituirà quello di Rivaltella, ma che sarà certamente ubicato nel territorio reggiano, possibilmente in prossimità di quello attuale. Il gruppo di società partecipate da Pini Holding creerà pertanto una nuova realtà produttiva con la forza lavoro esistente, già specializzata».

Il piano prevede poi che lo stabilimento in Polonia di Ferrarini sarà venduto dagli organi della procedura ed ogni produzione verrà trasferita in Italia».



La «bontà della proposta», secondo i Ferrarini, «è confermata dall’intervento di un importante operatore finanziario italiano, Amco, che supporterà un progetto industriale meritevole di tutela». Amco metterà a disposizione nuova finanza ed entrerà nel capitale con una quota del 20% sostituendo con azioni i crediti vantati da Amco verso le società lussemburghesi azioniste di Ferrarini spa, rispetto ai quali il gruppo Pini si è reso coobbligato. Amco potrà designare componenti degli organi societari e responsabili di funzioni di controllo».



A chiarire quale sarà in tutto questo il destino dei Ferrarini è l’avvocato reggiano Sido Bonfatti, legale della famiglia: «La compagine sociale non vedrà più la presenza della famiglia Ferrarini, che ha preferito fare un passo indietro. Rimarranno all’interno dell’attività aziendale per sfruttare l’esperienza che hanno maturato ma non più come soci». —



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