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Goldoni, fumata nera Ieri l’incontro in Regione ma il piano non c’è

Serena Arbizzi
Goldoni, fumata nera Ieri l’incontro in Regione ma il piano non c’è

Profonda preoccupazione  di lavoratori, sindacati  e istituzioni dopo il vertice La Cgil: «E mancano solo due settimane al concordato» 

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Serena Arbizzi

RIO SALICETO

L’incontro era stato rinviato proprio con l’obiettivo di esaminare un piano ieri mattina. Ma il piano ancora non c’è e questo ha fatto sprofondare le istituzioni, i sindacati e i lavoratori in una grande preoccupazione. Fiato sospeso per i 240 lavoratori della Goldoni, mentre è partito il countdown in vista della scadenza della presentazione del piano di concordato, prevista il 14 settembre. Un primo vertice in Regione si sarebbe dovuto tenere nella seconda metà di agosto, ma è stato rimandato a ieri, a causa di nuovi elementi che non avrebbero consentito di dare informazioni compiute rispetto alla presentazione del piano industriale il 19 agosto. Ma anche ieri mattina fumata nera. «Un incontro difficile in una situazione molto delicata». Così lo ha definito l’assessore allo Sviluppo economico e Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla. Presenti, anche il presidente cinese di Goldoni e Arbos, i sindaci di Carpi e di Rio Saliceto, una rappresentanza di Confindustria Emilia Centrale, una rappresentanza delle Rsu aziendali e delle organizzazioni sindacali Fiom e Fim, gli ultimi quattro in collegamento video dalla sede modenese dell’associazione degli industriali. Hanno partecipato anche il commissario della procedura, i consulenti di Deloitte e Denton.

L’assessore Colla ha richiesto la presenza della proprietà cinese del gruppo Lovol Arbos Group alla prossima convocazione. «Vogliamo conoscere quali garanzie, a partire da quelle industriali e occupazionali, saranno formalizzate» ha spiegato l’assessore. «Invece di andare avanti siamo andati indietro – afferma Angelo Dalle Ave, Cgil Fiom – Tra maggio e giugno l’azienda aveva dichiarato di essere pronta a un piano industriale, al riavvio della produzione e al concordato in continuità. Ora non c’è più certezza. Nonostante il rinvio di due settimane nemmeno oggi (ieri, ndr), ci è stato presentato un piano. La produzione non è ripartita: nella seconda metà di settembre ci sarà una lenta partenza, ma non di reparti, per completare macchine già vendute. Stiamo usando la cassa integrazione Covid: con 9 settimane di cassa cui se ne aggiungono altre 9, cui, però, dobbiamo detrarne 2 già usate in luglio». —

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