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L’opposizione difende Piccinini e invia un esposto al prefetto

MAURO PINOTTI
L’opposizione difende Piccinini e invia un esposto al prefetto

Zani: «Nessuna tolleranza sulle offese arrivate travisando dichiarazioni» E poi accusa la giunta di mancate risposte su temi cruciali come l’ex Kis

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CADELBOSCO SOPRA

Il gruppo di minoranza “Cadelbosco per tutti” fa quadrato intorno al consigliere Marco Piccinini – a cui sono state attribuite frasi che sostiene di non aver mai pronunciato e per questo si è rivolto ad un legale – esprimendo al collega massima solidarietà. Ma non solo, perché presto partirà un esposto indirizzato al Prefetto.

Tutto ruota attorno all’uscita dall’aula del consigliere durante la discussione di un ordine del giorno del Pd sulla violenza sulle donne. Dal canto suo Piccinini ribadisce che ciò che fa fede «è la registrazione del consiglio comunale del 30 luglio scorso».

Marino Zani, capogruppo di “Cadelbosco per tutti” aggiunge: «Il nostro gruppo consigliare è nato su un presupposto di fondo: unire persone provenienti da mondi diversi, con sensibilità diverse. Non deve stupire quindi che su mozioni che riguardano temi etici ognuno di noi vota secondo la propria coscienza. È già capitato, ed era stato maldestramente tentato di utilizzarlo strumentalmente per accreditare la teoria della “accozzaglia”, e capiterà ancora. Nei nostri incontri discutiamo di temi e questioni legate concretamente al nostro territorio e alla nostra comunità e su questi sembra evidente a tutti che siamo decisamente compatti. Questa era la nostra scommessa».

Poi Zani attacca l’amministrazione comunale: «Ci scontriamo con la solita giunta che sta continuando a dimostrare la propria inadeguatezza nel capire dove può decidere, dove può incidere, dove deve essere, quando deve parlare. E se si tratta di ricevere offese su temi etici siamo compatti nel denunciare l’incapacità di questa giunta, perché non possiamo tollerare le offese fatte travisando le dichiarazioni fatte in consiglio dal consigliere Piccinini. Non capire la differenza tra una chiacchiera da bar di un comune cittadino a cui può capitare di lasciarsi andare ad offese (forse) e una istituzione a cui questo non può capitare, è molto grave».

Il gruppo “Cadelbosco per tutti”, fa sapere che procederà con un esposto al prefetto «per le non risposte, per le informazioni che arrivano dai giornali e non nelle sedi ufficiali e per l’attacco pretestuoso dell’assessore Claudia Di Sano che durante il consiglio comunale invece di rispondere alle nostre domande, ha accusato di negligenza il consigliere Zani, reo di non aver letto la mail con la risposta alla nostra interrogazione scritta, peccato che invece, era l’amministrazione a non aver inviato la risposta».

E ancora: «Si poteva risolvere con delle scuse sia la prima che la seconda questione, scuse mai arrivate. Invece di portare in consiglio comunale retoriche mozioni sulla comunicazione non violenta, consigliamo vivamente di riflettere prima di scrivere, come di pensare prima di decidere. La superficialità porta solo problemi e noi ne abbiamo avuto una triste e grave dimostrazione con la vicenda ex Kis». —

MAURO PINOTTI

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