Gazzetta di Reggio

Reggio

Violenza di genere 

Minaccia e perseguita la ex Stalker recidivo torna in cella

Ambra Prati
Minaccia e perseguita la ex Stalker recidivo torna in cella

Arrestato ancora una volta con l’intervento della Squadra Mobile  Nel 2017 venne fermato con una bottiglia di acido vicino alla casa della donna

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA

«Ti devo ammazzare, stasera ti metto sulla sedia a rotelle». Con messaggi telefonici di questo tenore un italiano di 47 anni, recidivo, ha pedinato e terrorizzato l’ex compagna, minacciandola di morte, dopo che quest’ultima aveva interrotto la relazione. Dopo un mese d’agosto da incubo per la donna, lunedì scorso la Squadra Mobile ha dato esecuzione a una ordinanza di custodia cautelare in carcere per stalking ottenuta dal pm Iacopo Berardi. La vicenda, maturata nell’ambito di un travagliato rapporto sentimentale, si è trascinata per anni. Risale al 2017 il primo arresto del 47enne, in quel caso per il reato di maltrattamenti in famiglia; l’uomo la pedinava e la picchiava con la costante delle minacce di morte, in una circostanza era stato perfino fermato vicino all’abitazione della vittima mentre aveva con sé una bottiglia di acido che aveva dichiarato, più volte, di voler usare per sfregiare l’ex. Accompagnato prima in carcere poi agli arresti domiciliari, il 15 febbraio 2018 il 47enne ha patteggiato – sempre per il reato di maltrattamenti, che assorbe i delitti di percosse e minacce – un anno e quattro mesi, pagando il conto con la giustizia. L’incubo pareva finito per la donna, tornata ad una riconquistata normalità quotidiana. Senonché questa estate il rancoroso ex compagno, formalmente disoccupato, è tornato alla carica prendendo di nuovo di mira l’oggetto del desiderio.

A partire dall’8 agosto lo stalker ha tempestato di messaggi da brivido la ex. «Ricorda bene che le promesse sono promesse. Scappa da Reggio Emilia che ti faccio male... anche vent’anni di galera, non me ne frega un c.., io ti chiedo solo per favore di scomparire da Reggio Emilia perché ti devo ammazzare». E poi: «Ti faccio saltare in aria, ti ammazzo».

Queste le frasi arrivate sul cellulare e conservate dalla donna che, temendo per la propria incolumità, è caduta in un grave e perdurante stato di ansia. Per evitare qualsiasi possibilità di incontrarlo la vittima ha completamente cambiato le proprie abitudini, asserragliandosi in casa: non si recava più in centro e, quando rientrava dalle uscite indispensabili, controllava ossessivamente che l’ex non si trovasse nelle vicinanze, tanta era la paura di imbattersi in un individuo che affermava di infischiarsene delle conseguenze penali del suo operato.

Le minacce di morte documentate sono confluite nel fascicolo riaperto sul caso dalla Squadra Mobile che, dopo aver raccolto «gravi e concordanti indizi in ordine ad una reiterata attività persecutoria», contro la donna, ha passato la palla al pm Berardi, il quale puntando sulla recidiva specifica, ha ottenuto per il reo un secondo soggiorno dietro le sbarre, nella speranza che il persecutore sia capace di ravvedimento. Venerdì prossimo, nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip Luca Ramponi, l’arrestato potrà fornire la sua versione dei fatti. —



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google