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Ecco la capra in fuga da 10 anni Sta sul Ventasso

L.T.
Ecco la capra in fuga da 10 anni Sta sul Ventasso

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Ventasso

Per alcuni è un esempio di caparbietà montanara, per altri di libertà incondizionata, per altri ancora l’incarnazione di una delle fate che si racconta vivano sul Monte Ventasso (che non a caso viene anche chiamato in dialetto “Int’el Fade”.

Questo essere quasi mitologico è una capra bianca, sfuggita ormai più di 10 anni fa all’attacco di un cane e da allora tornata selvatica proprio sulle pendici di questo monte.

Una capra quasi impossibile da vedere, ma che invece con l’aiuto di una fototrappola (una macchina fotografica, installata nei boschi e nei punti di passaggio degli animali selvatici, che si attiva automaticamente con il movimento), Umberto Gianferrari, una volta cacciatore col fucile, oggi solo di fotografie, e Marco Campani sono riusciti a immortalare.

Dieci anni fa la capra è scappata dall’agriturismo situato poco prima di Nismozza, del suo padrone Vincenzo, il giorno in cui un cane randagio aveva fatto irruzione fra il piccolo gruppo di ovini tenuti dalla struttura e provocandone il fuggi fuggi.

Nonostante le ricerche del padrone, una delle capre, quella bianca, non era stata ritrovata, e man mano sono giunte le voci di chi l’aveva vista vicino alle “grotte” del Ventasso sopra Busana.

E lassù è rimasta fino ad oggi, trovando i punti meno freddi dove rifugiarsi in inverno, riuscendo a sopravvivere anche ai lupi che abitano queste zone. «Alcuni cacciatori – racconta Umberto Gianferrari – l’avrebbero vista con i cinghiali battere gli zoccoli anteriori a terra, come fanno anche gli stambecchi, con l’intento di cacciarli. Il Ventasso è diventato la sua casa, dove si arrampica senza difficoltà anche nei punti più ripidi. Per cercare di fotografarla avevo posizionato diverse fototrappole insieme all’amico Marco dalle parti delle “grotte”. La capretta è furbissima e sfuggente, ma alla fine ce l’abbiamo fatta a fotografarla». «È stata un’emozione fortissima – conclude Gianferrari – questo animale è un simbolo, un emblema di voglia di resistere e abitare anche i luoghi più strani e misteriosi. Proprio come una fata bianca». —

L.T.

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