Marmirolo, 51 genitori ora scrivono a Vecchi
Le famiglie che da anni aspettano la ristrutturazione dell’edificio al sindaco «Attivi subito il cantiere, i lavori hanno un carattere di assoluta urgenza»
Le famiglie di Marmirolo aspettano da quattro anni la ristrutturazione del vecchio stabile in cui si trovava la loro scuola dell’infanzia. Non vedono l’ora di riportarvi i bambini più piccoli, da allora ospitati nella vicina elementare, ma il ritardo è stato prolungato dal confinamento. Raffaella Curioni, assessore all’Istruzione, ha promesso che i lavori saranno avviati e termineranno «entro la prossima primavera, probabilmente anche prima». Ma i diretti interessati non s’accontentano delle sue rassicurazioni e si rivolgono ora al sindaco Luca Vecchi per sollecitare l’apertura del cantiere e la sua ultimazione prima delle vacanze natalizie.
Lo fanno con una lettera firmata da 51 genitori, che hanno 25 iscritti nella materna e una settantina nella elementare. «Nel corso di questi anni e nelle assemblee pubbliche – scrivono – sono stati promessi i lavori di adeguamento sismico della struttura, che ad oggi però non sono ancora partiti. Siamo consci delle problematiche correlate all’avvio dei lavori, in ultimo l’emergenza sanitaria che ha bloccato i lavori pubblici. Ad oggi però, se è vero come risulta che i lavori di ristrutturazione sono finanziati, non ci sono più cause ostative alla prosecuzione dell’iter di appalto e di avvio dei lavori. Le chiediamo quindi un incontro in cui sia Lei in persona a comunicarci lo stato reale delle cose». E ancora: «Le chiediamo di far partire i lavori di ristrutturazione dello stabile della Scuola per l’Infanzia dando loro un carattere di assoluta urgenza: perché assieme ad essi possa partire un processo di rasserenamento degli animi e di ricostituzione del clima di armonia che ha sempre caratterizzato e crediamo caratterizzerà la comunità che intorno a tali scuole si raccoglie e si relaziona». Il fabbricato, situato nei pressi della chiesa, appartiene alla Diocesi, che nel 2017, dopo due anni di faticose trattative, ne ha ceduto gratuitamente l’usufrutto al Comune per 12 anni. La scuola statale dell’infanzia che vi era ubicata fa parte dell’istituto comprensivo Einstein. La sua unica sezione è trasferita al primo piano della primaria che si trova in una strada attigua. Gli spazi non difettano e basteranno anche nei prossimi mesi ad accogliere entrambe le scuole nelle condizioni del distanziamento. Ma la coabitazione è malamente tollerata dai genitori che interpellano Vecchi: «Assieme allo stabile – insistono – si sta degradando anche il tessuto sociale della frazione, di cui le due scuole sono parti inseparabili di un cuore vivo e pulsante. La riapertura della Scuola per l’Infanzia sarebbe di certo il miglior presente di Natale che la sua amministrazione potrebbe farci. In questo modo darebbe principio anche alla ricostruzione di un'altra cosa importante che in questi anni è andata degradandosi di pari passo: la fiducia nella amministrazione comunale. In questi anni abbiamo creduto a tante promesse, ora vogliamo credere in Lei. Non ci deluda». —
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