Gazzetta di Reggio

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Castigava Bibbiano ma reclutava ragazze

Enrico Lorenzo Tidona

Prostituzione e droga: Luca Cavazza respinge le accuse. Per il giudice era un “professionista” nel trovare le giovani

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REGGIO EMILIA

«Aveva il compito, e lo svolgeva continuamente, di individuare giovani donne da avviare alla prostituzione, ovvero da condurre nei luoghi ove tale attività di prostituzione si consumava, in cambio di cocaina. Tale attività veniva compiuta con metodi quasi professionali». A scrivere il desolante quadro è il giudice Letizio Magliaro che ha firmato l’arresto di Luca Cavazza, 27enne bolognese finito ai domiciliari due giorni fa nell’ambito dell’indagine dei carabinieri e della Procura di Bologna sui festini con cocaina a cui avrebbe partecipato anche una minorenne che sarebbe stata indotta alla prostituzione. Cavazza portava avanti un’attività «di vero e proprio scouting delle giovani disponibili», scrive il giudice. Reati che avrebbe compiuto tra ottobre 2019 e febbraio 2020, proprio a cavallo delle scorse Regionali in Emilia-Romagna, nelle quali era candidato per la Lega, il più giovane nel centrodestra in quella tornata, durante la quale non aveva risparmiato una fustigata a Bibbiano contro i reati sui minori. «Giù le mani dai bambini» era infatti il post che il candidato leghista aveva scritto su Facebook durante la campagna elettorale a sostegno della candidata presidente della Lega per la Regione, Lucia Borgonzoni, con la quale si è fatto immortalare anche il 31 luglio scorso alla festa della Lega di Milano Marittima a cui aveva preso parte anche Matteo Salvini.

Il post su Bibbiano Cavazza lo scrisse lo scorso 23 gennaio in occasione della manifestazione del Carroccio che aveva avuto luogo a Bibbiano. Un attacco portato dopo l’emersione dell’inchiesta sugli affidi in Val D’Enza, e che era diventata materia del contendere in politica. Il post di Cavazza, viste le accuse ora a lui rivolte, stride fortemente con il suo arresto seguito all’inchiesta dei carabinieri su un giro di droga e prostituzione anche minorile, che vede otto persone indagate fra cui un imprenditore edile, un avvocato e un ristoratore.

Il 27enne - che non risulta tra gli iscritti al partito secondo la Lega - è un agente immobiliare, volto conosciuto dalla curva della Virtus, dalla quale si esibiva con tanto di megafono in mano durante le partite della squadra di basket, membro del gruppo Vecchio Stile.

«Il nostro assistito respinge tutte le accuse, dice che non è andata così e di avere diverse prove a sua discolpa», dice il suo difensore, Massimiliano Bacillieri, secondo il quale Cavazza «dice che non c’è stata nessuna costrizione, nessuna violenza fisica o psicologica. Ora valuteremo in base alla lettura delle carte se rispondere alle domande nell’interrogatorio di garanzia. Proprio questa mattina (ieri, ndr) siamo in tribunale a fare copia degli atti, perché non avevamo nulla». Lo stesso avvocato Bacillieri era inserito nella stessa lista della Lega per le Regionali di gennaio dove c’era anche Cavazza (nessuno dei due è stato eletto) e ha recentemente difeso anche Lucia Borgonzoni in un processo a Bologna dove l’ex candidata del Carroccio era parte civile, per aver ricevuto schiaffi da una nomade, poi condannata. L’accusa per Cavazza è pesante visto che viene inquadrato come presunto reclutatore delle giovani che in cambio della droga, o di qualche centinaia di euro, si concedevano a degli “insospettabili”. Gli indagati sono accusati a vario titolo di induzione alla prostituzione minorile e spaccio nell’inchiesta denominata “Villa Inferno”, come era stata ribattezzata, dagli stessi protagonisti, la casa dei festini. —

Enrico Lorenzo Tidona

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