Due notti di prove statiche Si attendono i dati del ponte
sASSUOLo
Si sono svolte nelle ultime due notti le prove di carico sul ponte di Veggia al centro da mesi di una querelle, oltre che di un progetto da 2,4 milioni di euro – su cui i Comuni sperano in un intervento finanziario da parte della Regione o del Ministero delle Infrastrutture – per la sua definitiva messa in sicurezza. C’è però da affrontare il tema stringente dell’apertura delle scuole e del passaggio delle corriere: sono quelle provenienti dalla Valle del Dolo modenese e dal comprensorio reggiano delle ceramiche, per gli iscritti ai corsi degli istituti superiori sassolesi. Il sindaco di Casalgrande, Giuseppe Daviddi, con l’accordo del primo cittadino sassolese Gian Francesco Menani, ha voluto che si facessero degli accertamenti per arrivare a capire se i bus non corrono rischi nell’attraversare il ponte nello stato in cui versa oggi.
Ha ingaggiato per questo una ditta specializzata, la 4Emme di Bolzano, e ci ha messo dei soldi per dissipare i dubbi. Daviddi ha presenziato alle prove con la sua giunta, non mancando di tirare la classica frecciatina: «Anche i membri dell’amministrazione comunale di Sassuolo sarebbero dovuti venire, giusto per la cronaca».
Ieri sera e la notte precedente il ponte è stato chiuso al traffico dalle 19 alle 6 del mattino. Nel frattempo i tecnici hanno portato i loro mezzi informatici e il proprio laboratorio mobile per misurare le oscillazioni del ponte al transito di due camion carichi di ghiaia, del peso ognuno di venti tonnellate. I mezzi da lavoro hanno simulato il passaggio in contemporanea di due corriere a pieno carico provenienti da opposte direzioni.
Diverso il metodo di lavoro adottato rispetto a un mese fa: «La scorsa volta venivano fatte delle misurazioni da sotto attraverso dei flessimetri ad asta – illustra l’ingegnere Davide Bedogni del centro cooperativo di progettazione di Reggio Emilia, incaricato dal Comune di Casalgrande per fare l’approfondimento – essendoci sotto il terreno era possibile usare quel tipo di strumentazione. Dovendo ora lavorare nei punti che sono proprio sopra il fiume Secchia, abbiamo utilizzato una serie di strumenti disposti lungo tutta la lunghezza della campata e collegati a un computer, tramite il quale abbiamo letto la rotazione di ciascuno di questi strumenti rispetto alla posizione a riposo».
I rilevatori, cinque per campata, spostandosi calcolano con elevata precisione le sollecitazioni. L’ingegnere precisa anche che ogni campata del ponte – undici in totale – fa storia a sé per cui l’operazione è stata compiuta singolarmente per ogni parte del ponte.
«Con i dati visti fino a oggi – spiega Bedogni – viene confermata l’entità degli abbassamenti. Per il momento non ci sbilanciamo, aspettiamo tutti i risultati, l’ottimismo comunque c’è. Però dobbiamo analizzare bene tutte le campate».
Ad agosto ne furono analizzate due, quattro sono state osservate la sera di mercoledì e le restanti durante la notte appena trascorsa, in cui sono state eseguite anche delle prove dinamiche attraverso un’altra strumentazione. A breve un summit tra Comuni per prendere una decisione. —
Daniele Dei
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