Goldoni, parte la lettera al Mise «Incontro urgente sulla crisi»
Lavoratori in sciopero, presidio davanti al Municipio e allo stabilimento Gli hacker attaccano l’azienda che in serata accetta l’incontro in Regione
Serena Arbizzi
Carpi
Una lettera al ministero dello Sviluppo economico per tutelare i lavoratori, uno sciopero con volantinaggio davanti al municipio di Carpi, ieri mattina, e un presidio permanente davanti allo stabilimento. Con l’azienda che, in serata, accetta l’incontro con l’assessore regionale Sviluppo economico e lavoro, Vincenzo Colla, in presenza del governatore Stefano Bonaccini: si terrà oggi, alle 14,30, in video conferenza.
Le misure sono quelle prese da lavoratori, Rsu e sindacati di Fiom Cgil e Fim Cisl per scuotere positivamente la situazione alla Goldoni – l’azienda metalmeccanica costruttrice di macchine agricole, con sede nella frazione di Migliarina a Carpi, che dà lavoro anche a molti operai della Bassa reggiana – dove 210 lavoratori sono con il fiato sospeso. La proprietà è arrivata a parlare di concordato in liquidazione. Una marcia indietro, di fatto, rispetto a quanto dichiarato nei mesi scorsi, in cui si era parlato di ripresa della produzione e continuità. E il 14 scade il termine per la presentazione del piano.
«La proprietà non ha escluso il concordato in liquidazione – diceva ieri mattina Massimo Occhi di Fim Cisl Emilia Centrale – Noi lottiamo, invece, perché venga mantenuto il concordato in continuità per garantire l’occupazione e il rilancio del marchio».
Non avendo ricevuto risposta dalla proprietà cinese rispetto ai contenuti del piano concordatario l’assessore regionale al Lavoro Vincenzo Colla aveva scritto una lettera per chiedere un intervento diretto da parte del ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Con la richiesta di convocare urgentemente un tavolo di crisi aziendale. Dopo le pressioni i manger cines in serata hanno accettato il confronto con viale Aldo Moro.
Presenti al presidio di ieri, i sindaci di Carpi e Rio Saliceto: la Goldoni sorge, infatti, proprio sulla linea di confine: «Siamo e saremo vicini a queste famiglie e dalla parte dei lavoratori». «Si spera che la lettera al Mise faccia evolvere la situazione entro il 14 – ha affermato Angelo Dalle Ave, Fiom Cgil – Partiremo con un presidio importante davanti allo stabilimento».
Come se non bastasse, poi, la Goldoni, da lunedì, è sotto attacco da parte degli hacker. «I dipendenti che utilizzano il sistema informatico – dicono dall’azienda – hanno ricevuto via messaggio la comunicazione di rimanere a casa anche oggi per un attacco informatico alla rete aziendale».
La storia della Goldoni è composta da tante singole storie di persone. Come quella di Luciano Mauriello, 55 anni, da 23 in azienda, addetto al premontaggio per piattaforme. «Ho imparato a occuparmi di tutto quello che si attacca a un trattore – dice – Ho un mutuo, mia moglie non lavora, e sono invalido. Siamo alla frutta: ci hanno detto un sacco di bugie». Vito Santorsola, 58 anni è in Goldoni da 20 anni: «Ho due figli, Donato, 34 anni, Alessandra, 24, che si sta per laureare – spiega – Ci siamo trasferiti da Bari per avere certezza solidità e mi tocca un futuro instabile a quattro anni dalla pensione». Rafik Bausidi, 48 anni, tunisino, è arrivato qui su una barca con altri immigrati: «Ho tre bimbi tra i 7 e i 12 anni – dice – lavoro in azienda dal 2006 al controllo numerico: che delusione se dovesse finire tutto». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
