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Val d’Enza, sdegno e silenzi «Il lupo lo avevano in lista»

Daniela Aliu
Val d’Enza, sdegno e silenzi «Il lupo lo avevano in lista»

I bibbianesi, da mesi al centro di strumentalizzazioni, sull’inchiesta di Bologna «È una vergogna: di giorno ci accusava, di notte andava con la minorenne»

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A Bibbiano le ferite della strumentalizzazione politica sull’inchiesta affidi sono ancora aperte. Ancor di più il giorno dopo lo scandalo di “Villa Inferno”, che ha portato ai domiciliari il candidato bolognese della Lega alle Regionali, Luca Cavazza, nell’ambito dell’indagine dei carabinieri e della Procura di Bologna sui festini con cocaina a cui avrebbe partecipato anche una minorenne che sarebbe stata indotta alla prostituzione.

Silenzio da parte dell’amministrazione bibbianese, che preferisce non commentare. Diverso il caso di alcuni residenti di Bibbiano, interpellati dalla Gazzetta. «Leggendo qua e là, si coglie tutta l’approssimazione del bagaglio culturale del personaggio e di conseguenza, ahimè, tutta la sua ignoranza – commenta il bibbianese Giangiacomo Papotti – Confermata dal fatto che Cavazza risulta un ammiratore di Benito Mussolini, a dimostrazione che la storia proprio non la conosce. I fatti contestati verranno vagliati dalla magistratura bolognese e solo dopo eventualmente si potrà parlare di colpevolezza, ma questi avvenimenti rappresentano la cartina di tornasole che ci debbono allertare e non farci abbassare la guardia». E ancora: «Caro Cavazza che dirti, mi spiace per la tua giovane età e soprattutto mi spiace perché la tua coscienza sia stata deviata da false promesse e da falsi miti. Un giorno, torna pure a Bibbiano e avrò piacere di illustrati tutte le “fatiche” fatte dalla nostra comunità bibbianese e tra queste anche quella del mio sindaco, con lo scopo di creare una coscienza civile nei nostri bravi giovani».

Fra i commenti, anche quello dell’ex sindaco ed ex segretario Pd, Loris Bottazzi, che difende il Comune di cui è stato amministratore, sostenendo che su Bibbiano c’è stata «una diffamazione mai vista»: «A dirigere l’attacco era soprattutto la Lega, con Salvini in testa, con l’obiettivo della campagna elettorale per la Regione – afferma Bottazzi – In pochi giorni Bibbiano è stata invasa da comizi e manifestazioni, in paese non si erano mai visti così tanti capi partito scatenati in piazza. Quel ricordo resterà incancellabile per me. Ora mi trovo a leggere questa notizia su Cavazza e ne approfitto per rivolgere un interrogativo a Salvini e ai suoi seguaci, gli uomini della Lega. Anziché inventare storie, signor Salvini, non sarebbe ora di restituire allo Stato i 49 milioni? Noi lo pretendiamo». Per strada, pur tra mille cautele, non si parla d’altro.

«Secondo me è vergognoso – afferma una 45enne bibbianese – Vergognoso per due punti: chi di giorno fino a ieri accusava Bibbiano, oggi si scopre che di notte andava con una minorenne spacciando droga. Questo mi fa schifo, perché nella mia vita umile sento di dire che non hanno nulla da insegnarmi». Un altro bibbianese dice: «Ho 65 anni e ho lavorato una vita intera. Sono nato e cresciuto a Bibbiano con una famiglia di agricoltori alle spalle. Dico che dall’inchiesta Angeli e Demoni non ho mai visto cosi tanta falsità e tanto odio buttati su un paese e i suoi paesani che è riconosciuto nel mondo per il suo folclore e il Parmigiano-Reggiano, non perché vendevano bambini. La politica ci ha fatto anche questo, ci ha infangato. Adesso si scopre che i gli stessi che urlavano “al lupo al lupo” erano in realtà “i lupi stessi”. Vergognatevi». —



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