«Costretti a convivere col virus La scuola è pronta e preparata»
Elisa Davoli illustra i passaggi previsti dal protocollo definito nel caso di positivi a scuola: «Si tratta di procedure chiare precise e fondate sulla scienza»
scandiano
«Nella sfortuna di avere avuto sul nostro territorio il primo caso di Covid a scuola, abbiamo dato prova che il protocollo per queste situazioni è efficace. È chiaro, preciso, fondato su norme scientifiche, e ci ha permesso di fare i vari passaggi in tempi rapidi e in trasparenza, anche nei riguardi delle altre famiglie, non solo quelle dei 13 bimbi ora in quarantena».
A sottolineare diversi aspetti non secondari del primo caso di Covid in provincia, avvenuto alla scuola dell’infanzia parrocchiale di Arceto, è l’assessore scandianese con delega alla Scuola, Elisa Davoli. «Questa procedura ci ha consentito di rassicurare le famiglie – ha proseguito – che hanno dimostrato fiducia nella scuola: il giorno dopo (ieri, ndr) la notizia, su 140 bambini ne erano assenti solo due».
Afferma ancora l’assessore: «Quanto successo, inoltre, dimostra che la scuola è pronta. Quella di Arceto, conoscendo bene il protocollo, si era già organizzata all’eventualità che potesse accadere, per esempio, ha assunto personale in più, e ha proceduto, subito dopo, in tempi rapidissimi alla sanificazione degli ambienti: cosa che consentirà ai restanti 10 bimbi del secondo gruppo della stessa sezione di avviare l’inserimento in sicurezza l’8 settembre».
Da non sottovalutare la prontezza e l’alto senso di responsabilità della maestra risultata poi positiva al tampone. «È una maestra scrupolosissima e lo ha dimostrato anche in questa occasione – spiega Davoli – mettendosi in autoisolamento da subito, il 2 settembre, pur in assenza di sintomi e in attesa dell’esito del tampone poi è risultato positivo».
I passaggi compiuti a partire dal 2 settembre, quando l’insegnante ha sospettato di un caso di Covid in famiglia, hanno seguito una precisa tabella di marcia.
«L’insegnante la mattina stessa ha avvisato la scuola dalla quale è partita la segnalazione all’Ausl e al Comune, essendo il sindaco autorità competente in tema di salute pubblica – ha ripercorso l’assessore –. Da qui l’avvio della ricerca dei contatti stretti. Non di quelli indiretti: su questo il protocollo è molto chiaro. Per le norme anti Covid messe in atto a scuola i genitori dei bambini non hanno contatti con i maestri né con la “bolla”, ovvero il gruppo di sezione, in questo caso i 13 bimbi ora in quarantena».
La conclusione? «Che con il Covid dobbiamo fare i conti, sarà la nuova normalità. Le procedure, purtroppo, non azzerano il rischio. Ma la scuola è pronta». —
m.f.
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