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il processo 

Evasione, cade l’accusa Non sa della denuncia

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REGGIO EMILIA

Con trascorsi per spaccio di stupefacenti, il tunisino Badah Walid è di recente finito nei guai (su segnalazione dei carabinieri) per evasione dagli arresti domiciliari.

Da qui il rischio di una nuova condanna – la Procura ha chiesto ieri per il nordafricano un anno di reclusione – a cui l’avvocato difensore Federico Bertani ha replicato dicendo che il suo assistito pensava di non essere più agli arresti domiciliari, ma libero, in quanto non sapeva di una denuncia per furto a Modena che aveva nuovamente riapplicato la misura restrittiva.

Tesi difensiva accolta dal giudice Donatella Bove che ha assolto Walid «perché il fatto non costituisce reato».

Un anno fa il nordafricano – sempre difeso dal legale Bertani – aveva patteggiato 1 anno e 4 mesi di reclusione per spaccio perché era stato trovato in possesso di 27 grammi di eroina, suddivisi in 34 involucri.

Il nordafricano aveva detto che quella droga era per uso personale, tesi accolta dal giudice che concedeva le attenuanti generiche, mentre la Procura aveva chiesto una condanna a 2 anni e otto mesi.

I carabinieri erano da tempo sulle tracce di quest’uomo, perché correva voce fra i tossicodipendenti che vendesse l’eroina “più buona” della zona, quindi aveva costruito una rete di smercio ramificata.

Il giudice Silvia Guareschi aveva già disposto l’obbligo di firma per Walid che è restato comunque in carcere perché ricercato.

Su di lui pendeva infatti un ordine di esecuzione legato alla condanna di 1 anno, 1 mese e 19 giorni di reclusione emessa – per furto – nei suoi confronti in Tribunale a Bolzano. —

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