Gazzetta di Reggio

Reggio

fra giustizia e sentimento 

Già espulso un anno fa ritorna e si costituisce per amore della moglie

Ambra Prati e Tiziano Soresina
Il tribunale di Reggio Emilia
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Il tribunale di Reggio Emilia

Reggio Emilia, lo spacciatore ha sposato in Albania una reggiana Patteggia 7 mesi, sconterà anche la pena residua per droga 

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REGGIO EMILIA. Per amore, alla libertà in patria, ha preferito il carcere in Italia. Questa la scelta di Gentjan Kola, 35enne albanese, che era stato arrestato dai carabinieri per spaccio di cocaina ed espulso (in sostituzione della condanna) con il divieto di tornare in Italia per 5 anni. Il pusher però ha preferito rientrare nel nostro Paese e scontare la pena, presentandosi in caserma giovedì mattina accompagnato dal suo avvocato Giuseppe Caldarola.

L’arresto risale al maggio del 2019, quando i carabinieri che da qualche tempo stavano indagando su una fitta rete di spaccio in zona Regina Pacis notavano scendere il giovane da un’auto, entrare all’interno del parco e nascondere un involucro ai piedi di un albero. Fermato poco dopo, i militari constatavano che all’interno dell’involucro c’erano una decina di dosi di cocaina. Addosso e in auto il 35enne aveva altre dosi di cocaina e marijuana, oltre a circa 500 euro in contanti e a due telefoni cellulari. La successiva perquisizione domiciliare nella sua abitazione permetteva di recuperare quasi 24mila euro in contanti dei quali l’interessato non è stato in grado di giustificare la provenienza, essendo disoccupato e privo di ogni fonte di reddito.

Quattro mesi dopo Gentjian era stato condannato a 2 anni di reclusione. Il giudice, in sostituzione della pena residua da scontare (un anno, 7 mesi e 9 giorni di reclusione detratto il periodo agli arresti domiciliari), applicava l’espulsione dal territorio nazionale con il divieto di reingresso in Italia per 5 anni, pena l’espiazione della condanna in regime detentivo. A distanza di un anno dalla sentenza lo straniero non solo ha fatto ritorno nella penisola ma, accompagnato dal suo legale, si è presentato al comando dei carabinieri di corso Cairoli per saldare il debito con la giustizia preferendo un anno di detenzione nel nostro Paese anziché la libertà nel suo. Il perché di questa scelta sorprendente l’ha spiegato poche ore dopo – cioè ieri mattina – il 35enne davanti al giudice Simone Medioli Devoto. Kola ha chiarito che al momento dei suoi guai giudiziari era fidanzato con una ragazza italiana. Un rapporto sentimentale serio, visto che quando lui è stato espulso ed è tornato nel suo Paese d’origine, lei l’ha raggiunto in Albania e lì si sono sposati. I problemi sono sorti quando la moglie è dovuta rientrare a Reggio Emilia.

Un distacco insopportabile per Gentjan che ha messo in conto l’incarcerazione pur di riabbracciare la moglie che vive nel quartiere Canalina. E con passaggi di fortuna l’albanese ha attraversato in auto Serbia, Ungheria e Slovenia, arrivando poi a Reggio Emilia. In aula, ieri, il patteggiamento a 8 mesi di reclusione, pena che si andrà ad assommare al residuo di condanna per droga. Per il momento comunque Kola resta libero. «La sua è stata davvero una prova d’amore – dice al termine l’avvocato Caldarola – perché non ha esitato ad affrontare un viaggio non facile e un’inevitabile condanna pur di ricongiungersi con la moglie».
 

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