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Gli appuntamenti di domani 

In un libro la storia e l’attualità della sinagoga di via dell’Aquila

Adr.Ar.
In un libro la storia e l’attualità della sinagoga di via dell’Aquila

Momento clou delle celebrazioni la presentazione del volume pubblicato da Matthias Durchfeld sul destino e la razzìa di preziosi arredi sacri 

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REGGIO EMILIA

Un retaggio antico, a lungo dimenticato. Domani, durante le iniziative reggiane per la Giornata Europea della Cultura Ebraica, verrà presentato alla sinagoga cittadina “Gli ebrei a Reggio Emilia. Il dopoguerra e il salvataggio dell'Aròn ha-Kodesh della sinagoga” di Matthias Durchfeld, direttore dell’istituto storico reggiano Istoreco. Il volume, pubblicato alcuni mesi fa dalla casa editrice fiorentina Giuntina, racconta del destino degli arredi sacri contenuti nella sinagoga di via dell’Aquila, nel centro di quello che per secoli è stato il ghetto ebraico reggiano, dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Quella guerra che anche nel nostro Paese, nell’epoca fascista, aveva portato alle leggi razziali, alla segregazione e poi alla deportazione e all’uccisione di cittadini italiani. Spesso traditi e catturati da altri italiani, ben disponibili a collaborare coi nazisti.

Un periodo che nella nostra città portò in pratica a cancellare gran parte di una presenza plurisecolare, tanto che oggi quel che resta della comunità è confluita su Modena. Negli anni ’50 la sinagoga è a pezzi, molte componenti di pregio sono state rubate e vendute negli anni ’40 e l’edificio è destinato a decenni di abbandono o di utilizzo come magazzino. Rimane solo una parte di grande valore, l’Aron-Ha-Kodesh, l’arca/altare tipica del '700, usata per custodire i rotoli della Torah, il principale testo sacro ebraico, composto dai primi cinque libri dell’Antico Testamento, quelli del Pentateuco. Nel caso della sinagoga reggiana si parla di un’opera notevole, realizzata in marmo di Carrara e legno nel 1858, largo tre metri e altro sei. All’interno di un’operazione nazionale finanziata da un ricchissimo ebreo milanese, i paramenti, vengono imbarcati a Genova e portati in Israele. L’Aron-Ha-Kodesh reggiano è il pezzo più pregiato del lotto, per le dimensioni e per il marmo al posto del solo legno, e viene sistemato in una grande sinagoga a Kyriat Shmuel, alla periferia di Haifa, dove si trova tutt’ora. Negli anni successivi l’Aron-Ha-Kodesh reggiano è diventato anche un francobollo commemorativo, tutt’ora piuttosto ricercato.

Nel suo testo, Durchfeld ricostruisce questa complessità, partendo dall’oblio che circonda la presenza ebraica a Reggio negli anni del dopoguerra, un oblio forse figlio della memoria di collaborazioni e delazioni con fascisti e nazisti da parte di tanti abitanti. Solo nel 2009 l’autore, dopo lunghe ricerche in cui si è imbattuto nella documentazione dei trasporti navali, riesce a scoprire la destinazione del paramento e approda a Kyriat Shmuel.

Il debutto pubblico del volume è in programma domani all’interno delle iniziative cittadine per la Giornata della Cultura Ebraica. La presentazione è fissata alle 18, un dialogo fra l’autore e gli storici Antonio Zambonelli e Alessandra Fontanesi. Al mattino, dalle 9 alle 10 si potrà partecipare alla visita del vecchio cimitero ebraico di via della Canalina assieme alla Fontanesi. Alle 10.30, si passa alla sinagoga di via dell’Aquila per il momento ufficiale, si terrà la conferenza di Beniamino Goldstein, rabbino capo delle comunità di Modena e Reggio, su “La società ebraica charedì (“ultraortodossa”) tra farsa, commedia e realtà”. Nel pomeriggio, la sinagoga sarà aperta per visite in autonomia dalle 16 alle 17, mentre alle 17 sarà il momento di un percorso storico guidato per le strade dell’ex Ghetto reggiano, partenza sempre dal luogo di culto, in compagnia di Giulia Cocconi di Istoreco. L’ultimo atto, di nuovo in sinagoga, sarà dedicato al libro di Durchfeld. Per partecipare a tutte le attività – con l’eccezione della visita libera della sinagoga – è necessaria la prenotazione, visto il numero limitato di posti disponibili a causa delle restrizioni sanitarie del periodo. Per prenotare scrivere a staff@istoreco.re.it. —

Adr.Ar.

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