Solidarietà tra gli stand. Libri usati tornano a vivere per gli anziani ricoverati
Reggio Emilia, la Giarèda è ripartita e tra le novità c'è Degustibook, il “club del libro” fondato nel 2005: obiettivo raccogliere fondi per il progetto “Racconti in pillole”.
REGGIO EMILIA. La Giarèda è partita. La tradizionale sagra si è inaugurata ieri pomeriggio nel chiostro della Ghiara mentre in Corso Garibaldi gli stand erano già pronti ad accogliere i reggiani dotati obbligatoriamente di mascherina. Stand di ogni tipo, come è tipico della Giarèda, quest’anno per forza di cose più distanziati per rispettare il distanziamento e le norme anti-Covid. Tra le novità, oggi e domani troveremo alla Giarèda anche lo stand di Degustibook, il “club del libro” fondato nel 2005: obiettivo raccogliere fondi per il progetto “Racconti in pillole”. Ne abbiamo parlato con la presidente Luisa Reato.
Quest’anno siete alla Giarèda per raccogliere fondi a favore del progetto “Racconti in pillole” con “libri riciclati al buio”. Che significa?
«Raccogliere fondi è essenziale per l’organizzazione ed essendo un club del libro pensiamo che il libro possa diventare un mezzo per ricevere donazioni. Siamo grosse sostenitrici del riuso dei libri usati, un libro non è mai finito se lo doni e anzi, prende nuova vita. Avete scaffali che scoppiano, cantine piene di libri polverosi e dimenticati? Portateci libri già letti e ci occuperemo di rimetterli in circolo affinché donino ad altri le stesse emozioni che hanno regalato a voi. Li trasformiamo in libri gustosi abbinandoli a biscotti e te, ottimi regali per chi ama la lettura. Sono libri incartati, al buio, con scritte pochissime tracce di trama che ti invogliano a scovare quello che fa per te lasciandoti la sorpresa del titolo. Inoltre nello stand troverete gadget per amanti della lettura come i porta e-book, porta libri, shopper e segnalibri... libridinosi».
Quando nascono i “Racconti in pillole” e quanti volontari sono impegnati in questa mission?
«Racconti in pillole nasce vari anni fa grazie alla convinzione del libro come cura. Ci sono dei momenti nella vita nei quali sentiamo il bisogno di condividere con qualcun altro ciò che stiamo vivendo: per sentirci capiti, per trovare qualcuno che stia provando le nostre stesse emozioni o semplicemente per ritrovare un po’ della serenità perduta. A volte tutto ciò si può ritrovare in un libro. Degustibook crede moltissimo in tutto ciò e organizza momenti di letture per gli anziani di alcune case di cura di Reggio Emilia. Le letture, a piccole dosi, vengono somministrate ai “pazienti” grazie ai volontari che donano il loro tempo cosi la lettura può riempire gli spazi di solitudine, aiutando a stimolare la memoria perché ogni libro parla di noi. Come il protagonista di un libro anche l’anziano ha bisogno di raccontare e raccontarsi. Siamo una ventina di volontari e la caccia è sempre aperta...».
Gli anziani nelle case di cura si erano abituati oltre che alla vostra voce ai vostri volti: com’è stato il distanziamento obbligato?
«Durante il lockdown abbiamo dovuto sospendere le visite ma continuavamo a tenere loro compagnia spedendo dei video racconti che le operatrici gli facevano vedere. Grazie alla “buona tecnologia”, si sono sentiti meno soli, ci riconoscevano e ci salutavano. È stata un’esperienza tenera che ci ha confortato e arricchito. Penso che continueremo con questa modalita finché non si risolve questo brutto incubo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
