Gazzetta di Reggio

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«Un modo rispettoso dell’ambiente per creare sviluppo e garantire il lavoro»

Alessandra Guatteri* ; *Imprenditrice e consulente ; per la sostenibilità d’impresa
«Un modo rispettoso dell’ambiente per creare sviluppo e garantire il lavoro»

Alessandra Guatteri parte da un dato: il lockdown e il mutamento dei consumi hanno diminuito la nostra impronta ecologica sul pianeta 

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L’Intervento

Alessandra Guatteri*

Vorrei iniziare una riflessione sul rilancio partendo da un dato degli ultimi giorni. Quest'anno l'Earth Overshoot Day, cioè il giorno in cui l'umanità consuma tutte le risorse prodotte in un intero anno dal Pianeta è stato il 22 agosto. Nel 2019 l’Earth Overshoot Day era stato il 29 luglio. Cosa significa questo? Significa che il lockdown e il mutamento repentino delle nostre abitudini di consumo hanno diminuito la nostra impronta ecologica sul pianeta del 9,3% (Fonte Global footprint Network). Si tratta di un dato molto importante, sul quale tutti dovremmo ragionare seriamente. Considerato lo stato dell’ambiente in cui viviamo, le prospettive disastrose per la nostra Terra e gli effetti devastanti dei mutamenti climatici, non possiamo fare finta di niente e non considerare gli effetti ambientali del nostro sistema economico e del nostro stile di vita, quando parliamo di rilancio. E quindi mi aggancio all’intervento del Presidente Storchi.

Tutti insieme dobbiamo immaginare un nuovo modo di creare sviluppo e di garantire posti di lavoro, un modo che sia rispettoso dell'ambiente e dell'equità sociale, che abbia un respiro di lunghissimo periodo, per non mirare solo a tamponare il presente, persistendo in comportamenti che ci danneggeranno e che non garantiranno un futuro. Altre soluzioni non ne abbiamo, lo dobbiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti. Per immaginare tutto ci vuole un grande slancio politico, sostenuto dalla società civile, dalle associazioni, da tutti i corpi intermedi. Al momento non vedo questo interesse e quindi, prima di aspettare che siano altri disastri a obbligarci a cambiare, occorre che iniziamo a pensare in modo proattivo. In questo senso innovazione, tecnologia, formazione e ricerca devono diventare driver fondamentali. I dati dimostrano che in Italia si investe troppo poco in ricerca e sviluppo a il paese è in affanno rispetto ai competitor.

Venendo a interventi immediatamente necessari per superare il momento di grandissima difficoltà, dobbiamo concentrare le attenzioni sulle micro, piccole e medie imprese, che rischiano grossissimo e che fanno rischiare grossissimo al nostro territorio, visto che garantiscono la maggior parte dell’occupazione. Anche queste imprese avranno bisogno di un aiuto concreto per superare questo periodo di crisi che non accenna a risolversi. Ad esempio servirà una mano per quanto riguarda gli ammortamenti. Cosa succederà ai bilanci quando verranno applicati? In molti, considerati i rilevanti cali di fatturato e di Ebit, paventano bilanci in perdita una volta che verranno detratti gli ammortamenti. È evidente che questo non ce lo potremo permettere, per cui speriamo che chi di dovere ne tenga conto. Così come abbiamo bisogno che per il 2020 non si applichino Isa e studi di settore, per evitare ulteriori bagni di sangue. Fondamentale la sburocratizzazione e la certezza del diritto per invogliare chi ha soldi a investirli in Italia. Dobbiamo impedire, oltre alla fuga dei cervelli, la fuga dei soldi. Per fare tutto ciò è necessario che ci sia una visione di futuro che metta insieme tutte le variabili: lavoro, ambiente, equità sociale, futuro sostenibile. Aggiungo che lo Stato dovrebbe investire pesantemente in cultura: scuole, università, teatri, orchestre, beni storici. La cultura ci consente di rimettere l’essere umano al centro, crea sviluppo, attrae il turismo, garantisce posti di lavoro e non inquina. I soldi per ristrutturare questo Paese arriveranno, speriamo che non vengano sprecati in rivoli inutili. Per scongiurare il rischio è necessario che tutte le forze in campo vengano ascoltate senza preconcetti ideologici.







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