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«Ora riapriamo i campi e le palestre poi cambieremo questa Fondazione»

Massimo Sesena
«Ora riapriamo i campi e le palestre poi cambieremo questa Fondazione»

L’assessore Raffaella Curioni: «La mossa di Savino? Sbagliata nei tempi e nei modi, serve responsabilità»

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Massimo Sesena / REGGIO EMILIA

«L’uscita del direttore della Fondazione? Mi ha amareggiata. Per i modi e la tempistica. Perché è uscito pubblicamente chiamandosi fuori dalle responsabilità mentre noi eravamo impegnati a risolvere il problema dei campi di allenamento della Reggiana».

Raffaella Curioni, il giorno dopo, torna a metterci la faccia. Quella - a sentire il j’accuse di Domenico Savino - del «Comune inadempiente, del Comune che non risponde alle richieste della Fondazione». Oppure di chi si accolla anche responsabilità non necessariamente sue, pur di arrivare a metterci una pezza. Perché oggi di pezza indubbiamente si tratta. Un rammendo per tirare avanti. Poi - questo lascia intendere l’assessore - se il rammendo non reggerà, se il vestito sarà da cambiare lo si cambierà. E per la prima volta cade il moloch della creatura di Delrio che s’inventò la fondazione al posto dell’assessorato. Con l’obiettivo - ambizioso ma di fatto mai realizzato -di una gestione condivisa tra società sportive, gestori e ente locale. Con il passare degli anni e il calare delle risorse (pubbliche ma anche private) la Fondazione ha fatto - nei casi più fortunati - da trait d’union tra le società e i gestori (figure spesso coincidenti) fino ad arrivare agli scontri degli ultimi anni. Scontri al proprio interno e anche - come nell’ultimo caso - con l’amministrazione comunale. Scontri che però riguardano sempre e soltanto il direttore della Fondazione, Domenico Savino che nella lunga e dettagliata lettera inviata alla Gazzetta non cita mai il suo “nemico”, ma si può comunque andare per esclusione, dal momento che Savino ha parole al miele per tutti i membri del cda della Fondazione, presidente compreso e per l’assessore Curioni. Insomma, manca il sindaco che non a caso, tace da due giorni.

Per Luca Vecchi parla, si presume su delega, l’assessore Curioni che - avendo anche la delega alla scuola - può a ragion veduta stabilire nella scala delle sue emergenze una gerarchia di priorità. E questo tuttavia non le impedisce di essere sul pezzo. E senza attaccare direttamente Savino («Ognuno ha il suo stile» si limita a dire), sembra comunque indicare una rotta: «Se 13 anni fa, quando è nata, - dice Curioni - la Fondazione per lo Sport rispondeva alle esigenze della città, ora è giunto il momento di interrogarsi se risponda ancora con la stessa efficacia a esigenze che nel frattempo sono mutate».

Perché si è arrivati a questo punto? L’assessore anche in questo caso fa sfoggio di diplomazia: «Non so dire se sia per via di Statuti scritti male, di una eccessiva personalizzazione. In questo momento io avverto una necessità su tutte: quella di riaprire tutti gli impianti cittadini: tutti dobbiamo lavorare a questo obiettivo, con responsabilità da parte di tutti: un minuto dopo, quando gli impianti saranno aperti, ci sediamo attorno a un tavolo e ragioniamo sul futuro della fondazione. Vediamo - conclude - se sia il caso di cambiare uno statuto, oppure lo stesso protocollo d’intesa che oggi regola i rapporti tra la Fondazione e comune». —

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