Riparare la Rocca dai danni del sisma Via al cantiere da 200mila euro
I lavori partiti dal “campanone” simbolo del monumento Saranno anche ripristinati i giunti di malta tra i mattoni
Alessandro Cagossi
NOVELLARA
La torre d’entrata del complesso monumentale della rocca gonzaghesca, oggi sede del Comune, da giorni è “scomparsa” avvolta da ponteggi e teloni bianchi approntati per i lavori di riparazione dei danni conseguenti al sisma del 2012. La torre, che si affaccia su piazzale Marconi, ufficialmente denominata “rivellino”, è conosciuta da tutti come “il campanone”. Costituisce l’immagine simbolo del paese, è utilizzata per identificare la stessa municipalità di Novellara, ed è presente nei loghi e nelle etichette di tanti prodotti locali.
IL PROGETTO
Il progetto definitivo dei lavori, affidato allo studio “Cecchelani progetti” di Reggio Emilia, ha un costo preventivato di 200mila euro.
Il cantiere della torre terminerà entro il 2020, mentre ne sono previsti altri in rocca nei prossimi due anni.
Il maniero fu già interessato da lavori di ristrutturazione dopo il terremoto del 1996 che lo hanno nettamente migliorato sia da un punto di vista funzionale, sia estetico. In passato la torre era collegata alla rocca con un ponte levatoio e protetta da fossato esterno. Oggi il fossato non esiste più – le cosiddette “basse della rocca” sono adibite a parcheggi – e una penisola asfaltata ha sostituito il vecchio ponte, dismesso. A tutt’oggi rappresenta l’unico ingresso pedonale e carrabile al maniero per dipendenti comunali e cittadini, per cui il cantiere è stato approntato per ridurre al minimo l’occupazione di suolo pubblico, al fine di limitare il più possibile i disagi alla circolazione e mantenere gli standard di sicurezza in caso di emergenza o evacuazioni.
le caratteristiche
Per ragioni difensive la torre era un baluardo, quindi la parte inferiore è composta da un muro di mattoni antichi a faccia vista, liscio e privo di decorazioni, per impedire qualsiasi appiglio ad eventuali nemici. Nella parte soprastante, invece, sono visibili diversi livelli di cornici, guglie, aggetti, cassonetti e decorazioni di vario tipo, più consone ad una torre campanaria. I locali nella parte alta della torre furono adibiti a prigione e fin da subito hanno ospitato la campana, nonché i meccanismi di un grande orologio, tutt’ora presente.
Per ridurre la vulnerabilità sismica della torre, saranno ripristinati i giunti di malta tra i mattoni, riparate le lesioni dei muri, migliorate alcune coperture, e messi in sicurezza gli elementi sporgenti come i cornicioni.
In passato la torre fu già oggetto di interventi di riparazione, causati dalla scarsa qualità della malta e la marcescenza di alcune strutture lignee presenti all’interno che hanno provocato lesioni strutturali, distacchi di materiale e fessurazioni tra i muri. Il tutto aggravato dalla presenza di estesa presenza di umidità di risalita, oltre all’azione degli agenti atmosferici e alla vetustà del manufatto.
La torre e la rocca sono sottoposti a vincolo di tutela da parte del Ministero per i beni culturali, per cui le modifiche non faranno perdere all’edificio la sua iconografia originale, con grande attenzione a non alterare gli aspetti architettonici preponderanti che lo caratterizzano. Si tratta, quindi di un intervento “conservativo” dettato dalla necessità di mantenere, migliorandolo, uno stato di fatto.
In linea con la legislazione riguardante i restauri storici, tutte le procedure di intervento saranno reversibili, e a tal fine è stata posta particolare attenzione a non usare materiali impropri. —
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