Chiede scusa la ragazza che ha investito il tredicenne
Si è presentata a casa del minorenne insieme a mamma, papà e avvocato Il padre del ragazzo ferito: «Si sono comportati in maniera esemplare »
reggiolo
La ragazza che ha investito il 13enne reggiolese all'incrocio tra via Cappelletta e via Pironda si è presentata con mamma, papà e l’avvocato di fiducia a casa dei genitori del ragazzino per scusarsi e per assumersi la responsabilità dell’incidente stradale. «Si sono comportati in maniera esemplare – ha detto il padre del 13enne –. Ci avevano telefonato già l’altra sera, per chiedere se potevano venire a casa nostra. Appena abbiamo aperto la porta di casa, la ragazza che guidava l’auto è scoppiata in lacrime. Si è liberata di un grande peso e ci ha fatto capire che aveva agito in buona fede seppur impaurita. Si è scusata, assieme alla sua famiglia, per essere andata via, ma non l’ha fatto con cattiveria. Ha capito di avere sbagliato. Mio figlio era assieme ad alcuni amici. Dopo l’incidente, la ragazza che guidava l’auto gli aveva chiesto come stava, e mio figlio le ha risposto, nella sua ingenuità, che stava bene. Il problema è che quando è venuto a casa gli è uscito dalla fronte un bernoccolo ed era pieno di escoriazioni. In più, gli faceva male la spalla. Poi ho visto i vestiti rotti e la bici danneggiata – racconta ancora il padre – È in quel momento che ho chiesto a mio figlio cos'era successo, e quando mi ha riferito che aveva avuto un incidente e che l’investitrice era andata via senza prestargli soccorso o chiamare un’ambulanza, mi è venuto il sangue agli occhi. Ora però è tutto chiarito. La famiglia della ragazza risarcirà il danno morale e materiale. Come padre, sapendo che tra poco anch’io avrò una figlia 18enne che vorrà prendere la patente, mi sono messo nei panni della ragazza dell’incidente: è stata presa dal panico, non sapeva cosa fare, era la prima volta che le capitava un fatto simile».
«Tutto sommato, alla fine è andato tutto bene – ha concluso il padre del tredicenne – Ho promesso loro che non ci saranno altre questioni legali, non ci saranno denunce. Ho tolto il post che avevo pubblicato come mio sfogo personale su “Sei di Reggiolo se”, ma ho anche spiegato che la famiglia della ragazza si è comportata in modo più che civile, e per questo non posso fare altro che ringraziarli». —
M.P.
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