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L’arrestato ammette «Ho perseguitato la mia ex compagna Sono dispiaciuto»

t.s.
L’arrestato ammette «Ho perseguitato la mia ex compagna Sono dispiaciuto»

Emersi in aula i problemi di alcolismo del muratore Resta dentro, ha di nuovo reso un inferno la vita della donna 

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REGGIO EMILIA

Ha ammesso di aver perseguitato l’ex compagna, si è detto dispiaciuto per quanto combinato e dalle sue parole ha fatto capolino – in aula, davanti al gip Luca Ramponi – la “molla” di tutta questa delicata situazione, cioè che il 47enne è preda dell’alcol e fatica ad uscirne, visto che non sta più nemmeno seguendo incontri e terapie del Sert.

venti minuti di ammissioni

Assistito dall’avvocato difensore Luigi Scarcella, l’arrestato – muratore disoccupato, recidivo e con altri precedenti penali – ha precisato meglio alcuni episodi in cui è andato decisamente sopra le righe, complici i fumi dell’alcol. Il 47enne si è via via tranquillizzato in aula e l’interrogatorio di garanzia in una ventina di minuti si è esaurito. La difesa non ha chiesto, per il momento, una misura cautelare alternativa. Quindi quest’uomo accusato di stalking rimane in carcere. Con l’aiuto del difensore e dei familiari dovrà ora trovare il modo per uscire dal tunnel dell’alcolismo.

IL PRECEDENTE

Due anni fa per maltrattamenti sempre all’ex compagna aveva patteggiato 1 anno e 4 mesi di reclusione, ma quella che sembrava una raggiunta normalità si è trasformata – dal 5 agosto scorso – in un nuovo incubo per la donna.

FRASI DI MORTE

Lo stalker ha tempestato di messaggi da brivido la ex. «Ricorda bene che le promesse sono promesse. Scappa da Reggio Emilia che ti faccio male... anche vent’anni di galera, non me ne frega un c.., io ti chiedo solo per favore di scomparire da Reggio Emilia perché ti devo ammazzare». E poi: «Ti faccio saltare in aria, ti ammazzo». Queste le frasi arrivate sul cellulare e conservate dalla donna che, temendo per la propria incolumità, è caduta in un grave e perdurante stato di ansia.

LE ANSIE DELL’EX

Per evitare qualsiasi possibilità di incontrarlo la vittima ha completamente cambiato le proprie abitudini, asserragliandosi in casa: non si recava più in centro e, quando rientrava dalle uscite indispensabili, controllava ossessivamente che l’ex non si trovasse nelle vicinanze, tanta era la paura di imbattersi in un individuo che affermava di infischiarsene delle conseguenze penali del suo operato. Le minacce di morte documentate sono confluite nel fascicolo riaperto sul caso dalla squadra mobile che, dopo aver raccolto «gravi e concordanti indizi in ordine ad una reiterata attività persecutoria», contro la donna, ha passato l’informativa al pm Iacopo Berardi che, puntando sulla recidiva specifica, ha ottenuto per il 47enne un rientro in carcere. —

t.s.

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