Numero verde antiviolenza 804 chiamate in quattro mesi
Richieste di aiuto raddoppiate durante il lockdown al numero 1522. I primi contatti passano dai 289 nel 2019 ai 683 nel 2020
REGGIO EMILIA
Sono oltre 800 in Emilia-Romagna, più del doppio rispetto al 2019, le richieste di aiuto, protezione o consulenza – per violenza o stalking – registrate al 1522, il numero verde antiviolenza dedicato alle donne, tra marzo e giugno scorsi. Probabile effetto del lockdown che nella nostra regione, come nel resto d’Italia, ha fatto da detonatore a tante realtà sommerse, ma anche merito delle istituzioni e dei Centri antiviolenza che hanno moltiplicato i loro sforzi a sostegno delle vittime. «Che il fenomeno avesse subito un’impennata durante i mesi di convivenza forzata fra vittime e violenti è stato chiaro fin da subito», afferma l’assessora regionale alle Pari opportunità, Barbara Lori.
La Regione ha avviato una campagna presso municipi e farmacie per informare sull’operatività del 1522 e della rete dei Centri antiviolenza. «Abbiamo continuato a esserci – prosegue Lori – e abbiamo moltiplicato i canali di comunicazione fra Regione e Rete dei centri. Già ad aprile abbiamo messo a disposizione 350mila euro di risorse regionali, che si sommano ai successivi 700mila assegnati dal Governo. Nelle scorse settimane il ministero ha attribuito alla nostra Regione un contributo di 1,9 milioni, destinato tramite bando per favorire percorsi verso l’autonomia delle donne vittime di violenza».
Su base Istat, al numero verde 1522 tra marzo e giugno le utenze avviate per chiedere aiuto, protezione o consulenza a difesa di violenza o stalking è stato in Emilia-Romagna pari a 804 casi, più del doppio dei 365 nello stesso periodo 2019 e 3,7 volte il dato del 2017 (216 casi). Le chiamate riconducibili a vittime di violenza sono 377, oltre il doppio delle 171 del marzo-giugno 2019, oltre il triplo del 2017. Molti i primi contatti al 1522, che passano da 289 nel 2019 a 683 nel 2020, ma si registra anche l’aumento di coloro che richiamano: tra marzo e giugno del 2020 sono 121 i casi di contatto successivo al primo, 45 in più rispetto al 2019 e 70 in più rispetto allo stesso periodo del 2018. —
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