Scuola, cautele e consigli dei pediatri reggiani «I genitori collaborino»
Montagna: «Non basta la tosse per fare un tampone, valuteremo caso per caso» Benatti: «I centri estivi sono andati bene e i bambini hanno imparato le regole»
Jacopo Della Porta
REGGIO EMILIA
«Siamo tutti un po’ preoccupati ma siamo anche consapevoli che il beneficio che i nostri figli avranno dal rientro a scuola è talmente grande che supera gli eventuali rischi». Il dottor Gino Montagna, pediatra di famiglia di Reggio Emilia, inquadra in questo modo la grande attesa che si vive per il ritorno in classe. «Mi hanno telefonato delle madri di bambini che frequentano la scuola dell’infanzia – prosegue il medico – e tutte mi hanno sottolineato quanto i loro figli fossero felici di ritrovare i loro amici. La mancanza di vita sociale è stato un grosso problema per i bambini, anche se naturalmente giustificata da quello che stava accadendo nei mesi scorsi».
I pediatri di famiglia, come i medici di medicina generale, sono le sentinelle del territorio e l’epidemia di Covid ne ha ribadito la centralità nelle politiche di sanità pubblica. Ora con il conto alla rovescia per la prima campanella già iniziato, sono in allerta per fronteggiare un carico di lavoro che si annuncia sicuramente molto superiore alla norma. «Noi pediatri saremo subissati di visite e telefonate. Soprattutto nella prima fase quando bisognerà un po’ ingranare - prevede la dottoressa Rossella Benatti di Guastalla – A noi è affidato un compito di filtro perché non è pensabile che venga fatto il tampone a chiunque abbia tosse o raffreddore. I motivi di preoccupazione dipendono dal fatto che i sintomi del Covid non sono distinguibili da quelli di altre patologie. Bisogna valutare la situazione familiare, l’eventuale ritorno da un viaggio ed altre circostanze».
In queste ore sono attese le linee guida della Regione relative alla scuola, ma l’orientamento è chiaro. «I genitori, in presenza di sintomi, si rivolgeranno al medico. Se verrà disposto il tampone dal pediatra di famiglia – spiega Montagna – lo studente potrà essere riammesso a scuola solo con certificato medico nel caso di esito negativo. In caso di positività interviene invece l’Igiene Pubblica». In quest’ultimo caso con le modalità d’intervento già note, che prevedono la quarantena per i contagiati e i loro contatti stretti.
I pediatri sottolineano l’importanza della collaborazione dei genitori. «Si chiede ai genitori di valutare accuratamente la situazione dei figli, soprattutto i più piccoli - dice Montagna -. Con il solo raffreddore o un po’ di tosse si può andare, ma se il bambino è molto disturbato, ha la febbre, non ha dormito...va tenuto a casa e deve tornare solo quando è guarito completamente. In questo caso non serve il certificato per la riammissione».
Il livello d’attenzione è alto tra i medici, ma non mancano i motivi di cauto ottimismo. «I bambini durante la stagione estiva si sono comportati molto bene – prosegue la dottoressa Benatti – Hanno imparato a usare la mascherina, lavarsi le mani, stare a distanza. Se i genitori rispettano le regole anche i bambini lo fanno e siamo fiduciosi del fatto che si continui a farlo anche a scuola. Nei centri estivi, inoltre, non ci sono stati contagiati. Ho avuto tre bambini di sei anni con il Covid, tutti asintomatici, e nessuno si è contagiato al centro estivo ».
Per i pediatri si annuncia una bella mole di lavoro. «Il problema grosso – dice Montagna – riguarda i piccoli, dal nido fino alle elementari. Nei mesi invernali tantissimi bambini hanno tosse, diarrea, febbre, vomito, ed altri sintomi che sono simili al Covid. Pertanto bisognerà fare una diagnosi molto attenta, nella consapevolezza che non si possono certo fare i tamponi a tutti, sarebbe anche traumatico per i bambini, visto che bisognerebbe anche ripeterli». Oltre al rientro dei prossimi giorni, il momento critico sarà dunque quello da dicembre in poi, quando arriva l’influenza.
Rispetto a mesi fa, sottolineano entrambi i pediatri, abbiamo maggiori conoscenze sul virus e capacità di affrontarlo (basti pensare alla mole quotidiana di tamponi che viene eseguita e di cui tra l’altro si sa rapidamente l’esito).
«Siamo pronti - conclude Montagna- e l’esperienza dei Paesi dove è partita la scuola dimostra che non ci sono stati grossi disastri». —
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