Gazzetta di Reggio

Reggio

CISPADANA, IL COMITATO “NO AUTOSTRADA” 

«Sempre più confusa la concessione ad Autobrennero»

3 MINUTI DI LETTURA





reggiolo

Il coordinamento cispadano “No autostrada - Sì strada a scorrimento veloce”, per voce di Silvano Tagliavini, interviene sul rinnovo della concessione ad Autobrennero sulla A22.

«Una vicenda – scrive Tagliavini in una nota – sempre più ingarbugliata. La concessione è scaduta nel 2014 e portata avanti a spintoni dai diversi governi per cercare di evitare la gara europea. Gara che dovrà essere fatta se entro il 30 settembre prossimo Autobrennero non riuscirà a risultare al 100% pubblica (al momento lo è solo per l’84,7%). E la cosa curiosa è che se da una parte Autobrennero sta facendo di tutto per diventare pubblica, dall’altra sta facendo di tutto per non risultarlo. Tanto che ha fatto addirittura ricorso alla Corte dei Conti. Perdendolo. Infatti la sentenza della Corte dei Conti, emessa a marzo, ma di cui si è saputo solo nelle scorse settimane, rigetta il ricorso presentato da Autobrennero, Autostrada regionale Cispadana e Autostrada Campogalliano-Sassuolo contro l’equiparazione di queste società ad aziende pubbliche fatta dall’Istant».

Secondo Tagliavini, la lettura della sentenza è decisamente interessante: «La Corte dei Conti motiva questa sua decisione riferendosi al fatto che si tratta di società che agiscono a fronte di una concessione pubblica di un bene pubblico in regime di monopolio. E fin qui – sottolinea – nulla di sorprendente. La cosa che sorprende invece è il fatto che Autobrennero non vuole essere equiparata a società pubblica mentre in questi anni ha fatto “carte false” e spinto politicamente in Italia e in seno alla Ue per essere considerata pubblica e avere così il rinnovo della concessione della A22 senza gara».

E aggiunge: «Sorprende ancora maggiormente il ricorso fatto da Arc e AutoCs non avendo queste rinnovi di concessioni in ballo pur sapendo da sempre che la sopravvivenza di questi due progetti, Cispadana autostradale e bretella Campogalliano- Sassuolo, dipendono direttamente dalla sopravvivenza di Autobrennero, poiché Autobrennero è socio di maggioranza al 51% in entrambe le compagini societarie e ha il controllo diretto di entrambe».

«Nella sentenza – prosegue – emergono poi curiose anomalie dei contratti in essere di Cispadana e Autostrada Campogalliano-Sassuolo. In particolare per la Cispadana la Corte dei Conti ne rileva due che a nostro avviso dovrebbero preoccupare molto tutti : “l’articolazione della clausola convenzionale che non definisce puntualmente gli obblighi, lasciando un ampio margine agli strumenti in concreto utilizzabili nelle pieghe della concessione”; e per quanto riguarda l’articolo sulla revoca della concessione, il fatto che “il collegamento di un indennizzo ulteriore, parametrato al valore delle opere rimaste da eseguire o del servizio da svolgere e gestire, comporta un certo squilibrio tra le parti”».

«A fronte di tutto questo – prosegue il portavoce del comitato – abbiamo due domande: perché da una parte Autobrennero sta facendo di tutto per risultare pubblica e invece fa ricorso alla corte dei Conti per essere eliminata dall’elenco Istat 2019 degli enti pubblici, e qual è il vero obbiettivo di questo inusuale ricorso fatto, ma rigettato dalla Corte dei Conti, dalle tre società? E per quanto riguarda la Cispadana, cosa hanno da dire i vertici della Regione in veste di concedente, a fronte dei rilievi fatti dalla Corte dei Conti ?» —

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google