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il taglio dei parlamentari 

Chiamati alle urne 400mila reggiani al referendum che non decolla

Roberto Fontanili
Chiamati alle urne 400mila reggiani al referendum che non decolla

Pochi dibattiti e ancor meno confronti a pochi giorni dal voto Latitano i manifesti. In epoca Covid non c’è traccia di comizi

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Roberto Fontanili

REGGIO EMILIA

Il referendum del 20 e 21 settembre non barcolla, ma certamente fatica a decollare. Non solo nella nostra provincia. Anche dove si voterà al traino delle Regionali, l’attenzione all’appuntamento referendario è ai minimi. La conferma dello scarso interesse arriva non solo dagli spazi elettorali desolatamente vuoti – la stessa tendenza è in atto già da qualche anno anche per le politiche – ma dalla scarsa presenza di confronti tra i due schieramenti. Sarà per la convinzione che il “Sì” prevarrà e per la tendenza dei partiti che hanno votato sì in Parlamento (e dei sostenitori della necessità di ridurre il numero dei parlamentari) a non presenziare finora confronti. A parte qualche eccezione, come il dibattito fra Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza politica – per il “no”– e Maria Laura Mantovani, senatrice M5s – per il “sì”– alla festa provinciale di Articolo 1).

Non è un caso che a Reggio sia stato presentato solo il Comitato per il “No” e non quello per il “Sì”, nel quale in teoria dovrebbero confluire i partiti che hanno votato la legge, da Fdi e Lega al Pd. Lo stesso Pd che, solo dopo il voto della direzione nazionale, ha cominciato a organizzare qualche appuntamento a sostegno del Sì, come gli eventi di domani al circolo Bisamar di Scandiano (alle 21 con Paolo Calvano, Andrea Rossi e il professor Francesco Clementi), di venerdì al circolo Pd di Mandrio (alle 21 con Maino Marchi) e di lunedì all’Orologio (alle 21 con Graziano Delrio, il sindaco Vecchi e Gigliola Venturini).

Gli elettori, tuttavia, in questa fase sembrano presi da altri pensieri. Primo fra tutti l’avvicinarsi della riapertura delle scuole, la cui attività didattica sarà interrotta a pochi giorni dall’avvio proprio per lasciare spazio ai seggi elettorali. Sarà così anche nella nostra provincia, dove ad eccezione di Correggio, la quasi totalità dei seggi elettorali sarà costituita negli edifici scolastici. Una scelta che preoccupa genitori, insegnanti e personale scolastico. Così come il possibile affollamento ai seggi, nonostante tutte le precauzioni anti-Covid che saranno messe in atto, preoccupa gli stessi cittadini chiamati a votare.

Il quesito referendario

La domanda che gli elettori troveranno sulla scheda e a cui dovranno rispondere con un “sì” o un “no” è semplice: Approvate il testo della legge costituzionale concernente «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 12 ottobre 2019?

Referendum confermativo

Per gli elettori il referendum confermativo non è una novità già in altre tre occasioni gli elettori sono stati chiamati a fare questa scelta. Nel referendum costituzionale del 20 e 21 settembre gli elettori sono chiamati a confermare o cancellare la legge sul taglio dei parlamentari approvata in via definitiva l’8 ottobre 2019.

Non c’è quorum

A differenza del referendum abrogativo, in questo caso non è previsto un quorum di partecipanti al voto e l’esito sarà valido indipendentemente dal numero dei votanti. Se il “Sì” vincerà i parlamentari passeranno dagli attuali 945 a 600. Alla Camera i deputati si ridurranno da 630 a 400, mentre i senatori passeranno da 315 a 200. Un taglio del 36,5% dei componenti di entrambi i rami del Parlamento, pari a 345 politici in meno a rappresentare gli italiani. La riforma, cambia il rapporto numerico di rappresentanza sia alla Camera dei deputati (1 deputato per 151.210 abitanti, mentre oggi è di 1 per 96.006 abitanti) sia al Senato (1 senatore per 302.420 abitanti, mentre oggi è di 1 ogni 188.424 abitanti). Questa riforma comporterà la necessità di ridisegnare i collegi elettorali con un’altra legge che ancora manca. Ed è su questo tema che le intenzioni di voto in questo periodo sono diventati non più solo “sì” o “no” ma anche, soprattutto a sinistra, un “sì condizionato” all’approvazione della nuova legge elettorale, che comunque non arriverà prima del voto.

Un po' di storia

Dal 2 giugno 1946 ad oggi – compreso quello del 20-21 settembre – i referendum saranno 24 e 73 i quesiti sottoposti al giudizio degli elettori. Sono stati tre fino ad ora i referendum Costituzionali nella storia della Repubblica: nel 2001, nel 2006 e nel 2016. Quest’ultimo è stato anche l’ultimo indetto nel nostro Paese ed era relativo alla riforma costituzionale di Renzi – Boschi, poi respinto dalla maggioranza degli elettori. In attesa di conoscere con precisione il numero degli elettori aventi diritto di voto nel nostro territorio va ricordato che nel primo referendum della storia Repubblica quello del 2 giugno 1946 nella nostra provincia i votanti sono stati 239.551 (con una partecipazione pari al 93,72%) e i voti favorevoli alla Repubblica furono l’80.10% pari a 180.387 voti. Nell’ultimo referendum del 4 dicembre 2016 sempre a Reggio gli aventi diritto erano 387.202 i votanti sono stati 296.885 pari al 76,68% con i “sì” che hanno ottenuto il 51,71 %. Solo otto mesi prima per il referendum per l’abrogazione delle concessioni per l’estrazione degli idrocarburi i dati furono completamente diversi. Gli elettori erano 386.048 i votanti invece solo 141.671 pari al 36,70% e i “sì” prevalsero con l’82,32%.

L’ultima consultazione elettorale risale al 26 gennaio 2020 per le Regionali. In quella occasione i reggiani aventi diritto al voto erano 407.830 i votanti sono stati 277.193 pari al 67.97 degli aventi diritto spalmati su 477 seggi elettorali. Cifre che non saranno molti dissimili da quelli per il referendum del 20 e 21 settembre. Lo stesso vale per il Comune capoluogo dove per le elezioni regionali del 2020 gli aventi diritto al voto erano 125.035 di cui 60.407 uomini e 64.538 donne. Anche allora come per l’appuntamento del 20 - 21 settembre i seggi elettorali nel Comune previsti sono 160 a cui si aggiungono 8 seggi speciali e 15 seggi volanti. —

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