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RIO SALICETO 

«Goldoni, la vertenza a Roma Pochi giorni per il salvataggio»

Serena Arbizzi

Sindacalisti e lavoratori puntano a tutelare il marchio. Il vescovo  di Carpi: «Chi ha responsabilità  persegua ogni mediazione concreta per dare una risposta»  

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Serena Arbizzi / RIO SALICETO

Le notizie dalla Cina sono sempre più caotiche e non lasciano presagire novità positive. Per questo, i lavoratori della Goldoni continuano il presidio permanente davanti allo stabilimento. È iniziato ufficialmente il conto alla rovescia in vista di lunedì, giorno in cui dovrebbe essere depositato un piano in tribunale per la Goldoni. La proprietà cinese, rappresentata dalla Lovol, ha annunciato di voler procedere per il concordato in liquidazione, salvo poi specificare che non ci sono risorse nemmeno per questa formula. Ieri sera i lavoratori, col sindacalista Cgil Fiom Angelo Dalle Ave, hanno consegnato al presidente del Consiglio Giuseppe Conte un documento con la storia della Goldoni, perché ora più che mai è necessario che la vertenza si sposti a Roma. «Non abbiamo ricevuto risposte da parte della proprietà cinese sullo stop al concordato chiesto da Bonaccini – spiega Dalle Ave –. La questione deve diventare nazionale: contiamo che qualcuno si sensibilizzi. Parallelamente, non perdiamo la speranza di riposte su eventuali investitori. La garanzia per loro è la cultura operaia dei lavoratori».

Ieri il presidio ha continuato a essere un viavai di fornitori, ristoratori e amici della Goldoni che hanno portato solidarietà ai dipendenti. Lunedì anche Leo Goldoni, figlio del fondatore Celestino, ha manifestato vicinanza ai dipendenti. Anche l’amministratore apostolico della Diocesi di Carpi, Erio Castellucci, segue «con preoccupazione e partecipazione la vicenda dell’azienda. Sono vicino ai lavoratori che in questi giorni hanno iniziato ulteriori azioni a tutela del posto di lavoro con il presidio organizzato presso lo stabilimento produttivo. Esprimo gratitudine alle istituzioni locali e regionali, alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali che si sono attivate come mediatori affinché si possa arrivare a una soluzione positiva. Sollecito chiunque abbia responsabilità a perseguire ogni concreta mediazione per dare una risposta definitiva ai lavoratori che da anni convivono con una condizione di precarietà e incertezza». Anche il parlamentare leghista Guglielmo Golinelli e il consigliere Giulio Bonzanini hanno fatto tappa al presidio per «dare sostegno ed esprimere la nostra vicinanza ai lavoratori». Una delle speranze alle quali rimane aggrappata la Goldoni è l’interesse da parte di un’altra azienda. In questi mesi si sono susseguite numerose trattative e sopralluoghi. Tra le aziende interpellate, c’è la “Antonio Carraro” di Padova, dalla quale, però, non arrivano notizie confortanti. «Purtroppo non c’è l’interesse a trattare – spiega Liliana Carraro dell’azienda omonima –. Le cose sono andate troppo avanti. La situazione è veramente difficile perché l’azienda non si è innovata. Non c’è coinvolgimento da parte dei proprietari cinesi e non sappiamo perché, in questi anni, non abbiano fatto progredire l’azienda». —

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