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Pd, la direzione provinciale ha deciso «Siamo per il “Sì”, non per l’antipolitica»

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REGGIO EMILIA

Nonostante alcuni padri nobili del partito come Romano Prodi e Pierluigi Castagnetti abbiano espresso la loro intenzione di votare “no”, il Pd reggiano si allinea a quello nazionale e lancia ufficialmente la campagna per il “sì”. È quanto rende noto Gigliola Venturini, presidente dell’Assemblea provinciale del Pd e segretaria ad interim della federazione di via Gandhi, illustrando l’esito della votazione in direzione provinciale che, afferma, «ha chiarito in modo definitivo la posizione favorevole del Pd alla riforma costituzionale sulla riduzione dei parlamentari». Un esito che per la reggente del Pd è stato raggiunto «con ampia condivisione».

Secondo Venturini, «le ragioni del Sì per il Pd, ben lontane da qualsiasi deriva antipolitica, derivano da una lunga tradizione, nel dibattito parlamentare sugli assetti istituzionali, che sempre ha visto le forze di centro-sinistra sostenere la riduzione del numero dei parlamentari come elemento di miglior funzionamento dei lavori legislativi». E ancora: «Il voto favorevole del Pd, in quarta lettura, è arrivato solo a seguito delle condizioni poste per la nascita del Governo attuale, volte a realizzare i provvedimenti conseguenti alla riforma e necessari per incrementare le garanzie costituzionali e di rappresentanza democratica, assicurando il pluralismo politico e territoriale».

Un tema, quello del pluralismo della rappresentanza, su cui fanno leva anche i sostenitori del “No”. E soprattutto quelle posizioni critiche all’interno dello stesso Pd, sostenendo che il taglio dei parlamentari operato come previsto dal referendum lasci aperti ancora molti interrogativi.

È anche per questo che la Venturini pone l’accento su «un complesso di riforme dei regolamenti parlamentari, dei collegi, del voto ai diciottenni anche per il Senato e della legge elettorale che saranno in discussione nelle prossime settimane e che fanno cadere le accuse di riforma antidemocratica». Di qui l’appello alla mobilitazione: «In un contesto quindi completamente diverso da quello precedente agli accordi per il Governo Conte 2, il “Sì” del Partito democratico rappresenta un atto di coerenza con il voto unanime espresso in aula e che insieme a tutte le altre forze politiche raggiunse il 98% di voti a favore della riduzione dei parlamentari. Il Partito Democratico con l’invito a votare “Sì”, oltre che per realizzare un adeguamento del nostro Parlamento alle Camere elettive dei più grandi Paesi Europei, ha l’ambizione di riaprire in Italia il tavolo delle riforme istituzionali, compresa la differenziazione di funzioni tra Camera e Senato, che con la sconfitta del referendum del 2016 avevano avuto una indiscutibile battuta d’arresto». —

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