Caso Palamara, si dimette un sesto consigliere del Csm
Marco Mancinetti (Unicost) è finito anche lui nel mirino, come il reggiano Morlini, della task force istituita per l’istruttoria disciplinare
REGGIO EMILIA
Il caso Palamara è sempre più un polverone e stavolta a tener banco è l’istruttoria sui magistrati coinvolti nel cosiddetto “scandalo delle nomine”.
Ieri un altro consigliere del Csm si è dimesso, si tratta di Marco Mancinetti, togato della corrente Unicost.
«Ho ricevuto pochi minuti fa la notifica dell’azione disciplinare nei miei confronti da parte della Procura generale per fatti inerenti alle attività amministrative svolte dalla precedente consiliatura, sulla base delle chat da me intrattenute con Luca Palamara» dichiara Mancinetti, annunciando di aver presentato le sue dimissioni. «Pur non essendovi alcun automatismo di legge, ho già rassegnato le mie dimissioni nelle mani del vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura – aggiunge – per senso istituzionale e per evidenti ragioni di opportunità, nel pieno rispetto delle attività della Procura generale e nella convinzione di poter offrire ogni chiarimento nella sede competente».
Comportamenti scorretti nei confronti dei colleghi: questa la contestazione alla base dell’azione disciplinare.
Mancinetti è il sesto consigliere a lasciare il Csm per vicende legate al caso Palamara. L'anno scorso si erano infatti dimessi Corrado Cartoni, Paolo Criscuoli, Antonio Lepri, Luigi Spina e il giudice reggiano Gianluigi Morlini.
Tutti attualmente sotto procedimento disciplinare, come lo stesso Palamara e altri quattro magistrati.
Quindi ora sono undici le toghe a rischio di provvedimento disciplinare e il pg della Cassazione – Giovanni Salvi – che ha istituito l’apposita task force, non ha escluso azioni disciplinari su altri nomi, alla luce dell’analisi delle chat che sono state trovate nel cellulare di Luca Palamara.
Fra queste – ancora sotto la lente della task force – vi è la lunga corrispondenza del 2018 fra Palamara e Marco Mescolini con un unico argomento: la nomina a procuratore di Reggio Emilia. —
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