«Le ragazze della Ginnastica ormai sono delle senzatetto»
La denuncia delle mamme delle ragazzine dell’Amatori Reggio Emilia «La Bergonzi è indisponibile, al PalaBigi possiamo rimanere fino a domani»
REGGIO EMILIA «Siamo dei senza tetto», dice scherzando ma non troppo Alessandra Benassi, la portavoce dei genitori dei 200 iscritti della società reggiana Ginnastica Amatori Reggio Emilia che dal 2017 è alla ricerca di una palestra che li possa ospitare stabilmente.
Da lunedì 14 settembre saranno sfrattati anche dal PalaBigi dove nelle ultime settimane avevano trovato un “ricovero di fortuna”, in attesa come promesso dal Comune, che fosse ultimato l’intervento per riparare il tetto della palestra Bergonzi.
«Lavori che non sono nemmeno iniziati», commenta sconsolata Alessandra Benassi che, con i genitori e la presidentessa della società Laura Boschi, sta cercando una soluzione per garantire non solo ai trenta atleti agonisti, tra femmine e maschi, di allenarsi e praticare questa disciplina, ma consentire anche agli altri 170 bambini e bambine dai 5 agli 11 anni di fare sport, e continuare a svolgere un importante ruolo di aggregazione sociale e di affiancamento alle famiglie.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.39287041:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.39287041:1649778896/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Il problema di una sede adeguata si è acuito negli ultimi anni. Prima a causa dei periodici allagamenti alla palestra Bergonzi che li ospita da oltre quarant’anni e poi con soluzioni tampone che li hanno visti da maggio prima allenarsi al parco del Carrozzone e poi al palasport. La questione della mancanza di spazi adeguati per la Ginnastica Amatori è approdata anche in sala Tricolore, con il consiglio comunale che ha approvato una mozione presentata dal consigliere Claudio Bassi che impegnava il Comune a trovare una soluzione.
Visto che la situazione non si è sbloccata vi farà ritorno a breve con una nuova interpellanza dei consiglieri Bassi e Aguzzoli. Ma i tempi della politica non sono quelli dei 200 atleti e della società, che dal 14 settembre non solo non sanno dove potersi allenare ma nemmeno dove mettere sbarre, travi, materassini e tutti quei materiali indispensabili per allenarsi.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:site:1.39287039:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.39287039:1649778896/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
E che sono stati ricomprati dopo che l’allagamento del 25 maggio alla palestra Bergonzi li aveva irrimediabilmente danneggiati. «La nostra società – dice Benassi – si allena da oltre 40 anni alla Bergonzi, che è una palestra scolastica e proprio per questo deve essere fruibile anche agli altri studenti e le nostre ragazze ogni volta che la utilizzano devono attrezzarla e alla fine dell’allenamento spostare tutti gli attrezzi. Non è la soluzione ottimale, ma almeno avevamo un tetto».
Il calvario è iniziato nel 2017 quando la società si è dovuta spostare per un mese alla palestra Pasubio. Poi il rientro alla Bergonzi, ma aggiunge la portavoce dei genitori «il Comune ci aveva promesso una sistemazione più consona alle nostre necessità. Nel frattempo sono stati fatti lavori sul tetto, ma a maggio 2020 si è nuovamente allagatala palestra e da allora non siamo più potuti rientrare».
Si sono rivelati inutili anche gli incontri avvenuti con il Comune: «Il 2 luglio – continua – con un gruppo di genitori, dirigenti e istruttori ci siamo incontrati con l’assessore Raffaella Curioni e con il presidente della Fondazione dello Sport, Mauro Rozzi. Ci è stato proposto di allenarci al parco del Carrozzone, come poi abbiamo fatto, o in alternativa al teatro Regiò. Ma soprattutto ci è stato garantito che dal 4 settembre saremmo potuti tornare alla Bergonzi. Data che in un incontro successivo è slittata al 15 settembre. Ora scopriamo che tra le palestre ritornate agibili non figura la Bergonzi e che i lavori non sono iniziati. Da un mese solo gli atleti agonisti si allenano al palasport, ma dalla prossima settimana riprenderanno l’attività altre società e per noi non ci sarà più spazio».
Una situazione di incertezza che sta mettendo in grave difficoltà la società che non ha potuto riprendere l’attività per gli altri 170 iscritti, con conseguente blocco delle iscrizioni e inevitabili danni economici. «A questo punto – conclude Benassi – la società è a rischio chiusura se non avrà gli spazi per ripartire. Noi genitori siamo molto delusi, amareggiati e arrabbiati per come è stata gestita la situazione e da questo silenzio assordante del Comune: nessuno risponde ai nostri appelli». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
