Marijuana, patteggia il giovane tradito dagli scatti sul cellulare
REGGIO EMILIA
Ad inguaiare nel maggio scorso il disoccupato 20enne Samuele Frascaria era stata l’abitudine – diffusa fra le nuove generazioni – di farsi dei selfie con grosse buste d’erba, come se fossero trofei. Droga poi trovata dai militari perquisendo – nella prima periferia di Reggio Emilia – casa e cantina del giovane.
Era stata rinvenuta una busta di plastica chiusa con cerniera a zip contenente altre dieci buste, di minori dimensioni come quelle usate per conservare gli alimenti, tutte piene zeppe di marijuana, per un peso complessivo di oltre un chilo d’erba, nonché un bilancino di precisione.
Ieri mattina il ventenne ha chiuso i conti con la giustizia. L’avvocato difensore Sarah Casarini ha concordato il patteggiamento con il sostituto procuratore Laura Galli, poi avallata dal gup Dario De Luca: due anni di reclusione (pena sospesa). In aula il giovane ha detto di aver capito d’aver sbagliato, non evitando comunque la “ramanzina” del giudice affinché il 20enne non ricaschi in una vicenda simile.
Con il patteggiamento è stata revocata la misura restrittiva (cioè l’obbligo di firma, prima era stato agli arresti domiciliari) nei confronti del disoccupato.
Pizzicato dai carabinieri mentre fumava uno spinello sulle scale di una casa disabitata del centro storico, l’insospettabile reggiano sarebbe stato solo segnalato come assuntore: invece, a sorpresa, era finito in manette perché nella sua abitazione era nascosto un chilo di marijuana, come i militari avevano desunto – in caserma – osservando le foto contenute nel cellulare di Frascaria. —
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