«Presto la pista ciclabile e dissuasori della velocità per evitare altre tragedie»
Il sindaco di Rio chiede interventi sulla strada: «Pericolosa» La Provincia replica: «Ingeneroso, questa strada tra le nostre priorità»
il dibattito
«Zhair aveva ottenuto la cittadinanza italiana qualche anno fa. Era sempre sorridente e mi salutava in modo educato. Aveva riguardo nei miei confronti e, soprattutto, un grande sorriso. Sono molto addolorato». Il sindaco di Rio, Lucio Malavasi, ricorda così Zahir El Harti, ma solleva anche una serie di problemi sulla strada nel quale è avvenuto l’incidente mortale di martedì scorso.
«Questo episodio – dice – non può non farci riflettere sulla pericolosità di via Cà de Frati per la quale da anni manifesto pubblicamente le criticità insieme ai sindaci di Rolo e Fabbrico». Secondo Malavasi i mezzi pesanti «devono fermarsi alla zona industriale Rolo-Fabbrico e non proseguire nel territorio di Rio Saliceto fino a quando sarà realizzata una strada provinciale adeguata al loro passaggio. Vale anche per i trattori con carichi oltre i limiti consentiti». «Ho firmato – prosegue – per conto del Comune di Rio, nel 2019, un accordo con la Provincia e il Consorzio di Bonifica che prevedeva la progettazione di una pista ciclabile che da Rio Saliceto giungeva fino alla cassa di espansione del Tresinaro. A tutt’oggi non disponiamo di nessuna bozza di progetto e questo ci preoccupa. Siamo consapevoli delle difficoltà che stanno vivendo le Province. Attendiamo anche i progetti definitivi e la realizzazione di due opere ritenute strategiche per Rio che confluiscono sulla provinciale: l’incrocio via Fossatelli e rotatoria via Balduina. Confido nella dinamicità e disponibilità del presidente Zanni e dell’assessore Giberti perché quanto prima possano iniziare i lavori». E ancora: «Due settimane fa abbiamo inviato una richiesta formale di intervento sulla provinciale 46 all’amministrazione provinciale e per conoscenza alla Prefettura perché se non si prendono provvedimenti concreti questo tratto rimarrà pericoloso». Una richiesta fatta insieme ai sindaci di Rolo e Fabbrico e con allegata la relazioni dei carabinieri, dalla polizia locale e dalla Croce Rossa. «Tutti – dice Malavasi – hanno evidenziato le enormi difficoltà e lacune di questa strada. Noi sappiamo benissimo che non ci sono le risorse per iniziare lavori strutturali soprattutto nel tratto riese ma che sono in previsione lavori di manutenzione anche costosi. Io preferirei realizzare con le poche risorse disponibili, interventi strutturali in brevi tratti, per arrivare tra quattro o cinque anni ad avere una sistemazione definitiva». «La proposta che noi sindaci facciamo – conclude – è quella di interdire il passaggio ai mezzi pesanti o fino a un certo tonnellaggio, nel tratto di Rio Saliceto e l’installazione di un tutor stradali (sistema di misurazione della velocità, ndr) a scopo di ridurre la velocità di tutti i mezzi circolanti. Noi desideriamo che queste decisioni siano prese rapidamente così come la progettazione e la realizzazione della pista ciclabile».
La risposta della Provincia non si è fatta attendere: «Ingeneroso tirare in ballo presunte inadempienze da parte della Provincia», scrive in una nota Valerio Bussei, dirigente del Servizio Infrastrutture. «Lo stesso sindaco di Rio sa bene che proprio la Sp 46 rientra tra le strade che la Provincia ha deciso di mettere in sicurezza con le prime risorse che, dopo anni di continui tagli, ci sono state finalmente riassegnate. Il Consiglio provinciale ha infatti previsto ben 4 lotti di intervento dal 2020, per 2,5 milioni. Nel frattempo siamo sempre intervenuti per la manutenzione ordinaria. Proibire il traffico ai mezzi pesanti, non risolverebbe il problema, ma lo sposterebbe altrove. È altrettanto ingeneroso denunciare presunti tempi lunghi sulla realizzazione di una pista ciclopedonale lungo la Sp 46: su decisione concordata con lo stesso Comune, è infatti l’ultima, per priorità, delle 3 opere previste dall’accordo». —
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